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5.5. Il Tecnopolo di Ferrara

ultima modifica 24/11/2010 16:33

Nel mese di Gennaio 2009 l’Università degli Studi di Ferrara, congiuntamente alla Provincia di Ferrara ed al Comune di Ferrara[1], ha presentato presso la Regione Emilia-Romagna una manifestazione d’interesse per la realizzazione di un Tecnopolo di Ferrara e la costituzione ed organizzazione al suo interno di laboratori di ricerca industriale e trasferimento tecnologico. La realizzazione di tale polo di ricerca a fini innovativi si inserisce nel contesto del Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007-2013.[2] Fortemente impegnata nella promozione dell’innovazione del sistema produttivo locale, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un programma di cofinanziamento volto a realizzare, in collaborazione con i più importanti organismi regionali impegnati nella ricerca industriale, una rete di Tecnopoli collocati in tutta la Regione. I Tecnopoli hanno la finalità di fungere da infrastrutture in grado di accogliere attività di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico al sistema produttivo locale, quali laboratori di ricerca, imprese innovative, servizi per la divulgazione scientifica ed il trasferimento di conoscenze.

Il programma dei Tecnopoli della Regione Emilia-Romagna è sostenuto da un Accordo di Programma Quadro che quest’ultima ha sottoscritto, nel mese di Novembre 2009, con l’Università di Ferrara, l’Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma, il CNR, l’Enea, il Politecnico e l’Università Cattolica di Milano per le sedi di Piacenza. L’accordo prevede che le strutture di ricerca industriale istituite, gestite e controllate dalle singole parti partecipino alla costituzione della Rete Regionale per l’Alta Tecnologia ed individuino protocolli di collaborazione. Le azioni comuni della Rete saranno definite nell’ambito del programma di attività di Aster. I centri ed i laboratori della Rete saranno i primi a trovare collocazione all’interno dei nuovi Tecnopoli.

Con la presentazione della manifestazione di interesse, l’Ateneo ha voluto condividere le finalità del Piano Operativo Regionale e far proprio l’obiettivo della promozione di un’industria competitiva, centrata sull’economia della conoscenza e dell’innovazione. Nel corso dell’anno 2009 l’Ateneo, il Comune e la Provincia di Ferrara hanno ottenuto l’approvazione per la creazione del Tecnopolo ferrarese e sono pertanto stati ammessi ad un cofinanziamento regionale di circa 15 milioni di euro su un investimento totale di circa 27 milioni (tabelle 5.8 e 5.9). Per il Tecnopolo di Ferrara, presentato ufficialmente nel mese di Dicembre in occasione della firma dell’Accordo di Programma tra Regione Emilia-Romagna, Università degli Studi di Ferrara, Provincia di Ferrara e Comune di Ferrara, sono previsti insediamenti su 12.300 metri quadrati complessivi, di cui 7.135 saranno oggetto di intervento infrastrutturale. I laboratori, denominati Laboratori in rete – Tecnopolo, che formeranno il nuovo polo tecnologico sono quattro, ognuno dedicato ad uno specifico ambito di ricerca:

  • Laboratorio TEKNEHUB (piattaforma “Edilizia e Costruzioni”): avrà la sede in una nuova costruzione presso il Polo Scientifico e Tecnologico dell’Ateneo e svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico nell’ambito della conservazione, del recupero e del restauro dei beni culturali, paleontologici ed archeologici con approfondimenti su metodi, tecnologie, strumenti, materiali e tecniche. Comune e Università di Ferrara hanno sottoscritto una convenzione finalizzata a regolare i rapporti tra le parti nelle attività di realizzazione dei nuovi laboratori di edilizia e costruzioni. Il costo totale dell’intervento è pari a 2.600.000 di cui il 70% finanziato dalla Regione Emilia-Romagna;
  • Laboratorio TerraeAcquaTech (piattaforma “Energia e Ambiente”): con sede presso il Polo Ambientale di Malborghetto di Ferrara (FE) si concentrerà sulle attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico relative ai temi ambiente, acqua, suolo, territorio. In particolare, le aree di specializzazione faranno riferimento ad ambiti quali qualità delle acque, caratterizzazione degli acquiferi, ingegneria sanitaria ambientale, gestione reti idriche, acqua metallurgia e corrosione, sensoristica ambientale, materiali per l’ambiente, bioindicazione delle acque, idrogeologia applicata al cuneo salino, biogeochimica per l’applicazione della direttiva nitrati, metodologie elettrochimiche applicate all’ambiente, recupero delle biomasse vegetali, valorizzazione dei sottoprodotti vegetali.
  • Laboratorio MECH-LAV (piattaforma “Meccanica dei Materiali”): con sede in parte presso il Polo Scientifico e Tecnologico dell’Ateneo e in parte presso il comune di Cento (FE) svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico su temi quali acustica e vibrazioni, simulazione e sperimentazione meccanica e fluidodinamica;
  • Laboratorio per le Tecnologie delle terapie avanzate (piattaforma “Scienze della vita”): con sede presso il Polo Chimico e Biomedico dell’Ateneo svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico sui temi delle biotecnologie applicate alla medicina (potenzialità applicative di cellule primarie, in particolare cellule staminali).

 

Ogni laboratorio sarà dotato di personale di ricerca di nuova assunzione e di attrezzature necessarie per la realizzazione delle attività. Il personale di nuova assunzione sarà dedicato alle attività dei laboratori e sarà prevalentemente assunto con contratti di durata non inferiore a tre anni. All’interno dei laboratori sarà operativo anche personale di ricerca già strutturato dell’Università impegnato a tempo parziale sui programmi di ricerca. Nel complesso, i programmi di ricerca che verranno realizzati da tali laboratori prevedono complessivamente l’impiego di oltre 70 nuovi ricercatori ed il coinvolgimento a tempo parziale di 147 unità di personale strutturato.

Tabella 5.8 – Finanziamento dei Laboratori del progetto Tecnopolo di Ferrara

Laboratori

Soggetto che realizza le attività

Investimento previsto

(euro)

Contributo Regionale

(euro)

TekneHub

Università di Ferrara

4.665.067

2.332.534

TerraeAcquaTech

5.596.316

2.798.000

MECH-LAV

3.845.007

1.923.000

Laboratorio per le Tecnologie delle Terapie Avanzate

5.618.246

2.752.500

 

TOTALE

19.724.636

9.806.034

 

Tabella 5.9 – Realizzazioni infrastrutturali previste dal progetto Tecnopolo di Ferrara

Realizzazioni Infrastrutturali

Soggetto che realizza l’intervento

Investimento

previsto (euro)

Contributo Regionale

(euro)

Corpo E - Via Saragat - Ferrara

Università di Ferrara

500.000

350.000

Cubo – Via Fossato di Mortara - Ferrara

Università di Ferrara

520.000

364.000

Animal Facility – via Fossato di Mortara - Ferrara

Università di Ferrara

1.800.000

1.260.000

Laboratori di Edilizia e Costruzioni – via dello Zucchero - Ferrara

Comune di Ferrara

2.600.000

1.820.000

Via Conca – Malborghetto di Boara (FE)

Provincia di Ferrara

2.100.000

1.400.000

 

TOTALE

7.520.000

5.194.000

 

Coerentemente con le indicazioni contenute nelle linee guida regionali e di concerto con i diversi attori istituzionali del Territorio, l’Ateneo ha messo a punto un modello di governance per la gestione dei laboratori. In particolare, la gestione del Tecnopolo di Ferrara è disciplinata da uno specifico Regolamento approvato dagli organi accademici nel mese di Settembre 2009 ed entrato in vigore nel mese di Dicembre dello stesso anno. Il Regolamento attribuisce ai laboratori lo status di centri interdipartimentali o dipartimentali, dotati di autonomia funzionale, organizzativa e gestionale. Ciascun laboratorio definisce un proprio piano esecutivo ed opera sulla base di un proprio budget previsionale. Il Regolamento identifica, inoltre, gli organi di gestione dei laboratori:

  • il Direttore Gestionale, individuato dal Rettore tra il personale strutturato dell’Ateneo, predispone il piano esecutivo (approvato successivamente dal Comitato);
  • il Comitato scientifico, definisce il piano esecutivo e svolge funzioni di indirizzo, programmazione e coordinamento dell’attività;
  • il Responsabile scientifico,  svolge funzione propositiva e di rappresentanza e dà attuazione alle decisioni del Comitato Scientifico.

 

Infine, nell’ottica del coordinamento omogeneo dei laboratori del Tecnopolo di Ferrara, si è provveduto ad istituire un Comitato di indirizzo di Ateneo (CIA). Il Comitato, formato dal Rettore, da un rappresentante del Comitato dei Sostenitori e dai delegati del Rettore per il trasferimento tecnologico e per l’edilizia e l’urbanistica, svolge funzioni di indirizzo, valutazione e monitoraggio.

Nell’ottica del rafforzamento delle relazioni con gli stakeholder territoriali, il nuovo Tecnopolo di Ferrara è stato l’oggetto di un incontro con la Camera di Commercio ferrarese. Gli esiti dell’incontro, che ha fornito anche l’occasione per un più ampio confronto sul tema dell’innovazione e del trasferimento tecnologico alle aziende del territorio, sono rendicontati nel Bilancio Sociale dell’Università di Ferrara (Capitolo 6).