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10.1 La Facoltà di Medicina e Chirurgia e il legame con il territorio

ultima modifica 25/11/2010 17:07

Il completamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara si realizzò negli anni Cinquanta a seguito di una petizione firmata da cittadini ferraresi sensibilizzati da una fitta attività studentesca. Furono gli stessi studenti poi a presentare con successo l’istanza a livello governativo. Tale momento di storia cittadina rappresenta il profondo radicamento della Facoltà di Medicina nel tessuto sociale della città ed il forte legame con le aspettative che il cittadino ferrarese ripone nei confronti della cura della propria salute.

Nei prossimi anni verrà completato il trasferimento del Polo Ospedaliero della città di Ferrara presso la nuova sede di Cona, dando luogo ad un cambiamento non solo per i cittadini ferraresi ma anche per il triennio clinico della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo. Il forte radicamento cittadino della Facoltà ha portato nel tempo a numerose ramificazioni nel territorio provinciale. Infatti, ad oggi esistono numerose convenzioni fra le attività cliniche di eccellenza della Facoltà e i servizi territoriali e/o ospedalieri dell’Azienda USL, alle quali si aggiungono le più recenti convenzioni in campo sociale e della prevenzione (quali la Psichiatria e la Medicina dello Sport).

La Facoltà di Medicina, tuttavia, non si esaurisce nel solo Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Scienze Motorie: sono attivati altri 20 Corsi di Laurea delle professioni sanitarie, da cui si attinge l’insieme di infermieri professionali, ostetrici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio, nonché tutte quelle figure indispensabili all’erogazione della prestazione sanitaria a favore del cittadino. Alcune di tali scuole universitarie hanno anche sedi distaccate nei comuni del territorio, che divengono operativamente sedi universitarie in grado di offrire ai giovani percorsi di laurea professionali ad elevata domanda di impiego. E’ importante a tal proposito sottolineare che gli studenti costituiscono per il territorio e la città un’importante volano economico e sociale, in grado di garantire lo scambio culturale e il ricambio integrativo fra Ferrara, il suo territorio e il resto del Paese.

Le attività didattiche e della ricerca dell’Ateneo, a loro volta, fungono da sprone al miglioramento della qualità dell’assistenza erogata dall’Ospedale. E’ opinione consolidata in tutte le riviste scientifiche che l’integrazione dell’insegnamento clinico nelle strutture assistenziali sia un processo destinato ad offrire un incalcolabile valore aggiunto. Nel mondo anglosassone un ospedale è qualificato quando davanti alla parola Hospital si aggiunge la parola Teaching. Tuttavia, l’integrazione della didattica nel processo assistenziale non può essere pensata come un processo casuale e sin dalla progettazione delle infrastrutture questo modello organizzativo deve essere tenuto costantemente presente. Non è sufficiente disporre di eccellenti medici, sono necessari eccellenti medici in grado di trasferire la conoscenza e l’aggiornamento alle generazioni più giovani ai quali, nello spazio di qualche decennio, saranno affidate le sorti della salute dei cittadini.

La ricchezza per un ospedale derivante dalla presenza di centri di ricerca e di eccellenza a carattere interdisciplinare è di fatto cruciale. Essa permette di attrarre pazienti selezionati che usufruiscono dei prodotti della ricerca in termini di salute, di attrazione dei fondi governativi o privati e di reclutamento dei migliori Ricercatori e Docenti. Tale è, in sintesi, la missione che la Facoltà di Medicina si è data nella costituzione del Nuovo Polo Ospedaliero Universitario di Cona.

Il valore della presenza della Facoltà di Medicina è stato ben interpretato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che ha riservato due edifici del nuovo Ospedale alle sue attività. Una parte di tali spazi, pari a 1.700 mq sta per diventare di proprietà dell’Ateneo e conterrà circa 900 posti a sedere in aule attrezzate per la didattica frontale, una sala studio, un’aula informatica e la segreteria di Facoltà. Nei due blocchi, sono a disposizione dell’Università ulteriori spazi per gli uffici dipartimentali, 13 salette riunioni, 700 mq per gli specializzandi, spogliatoi al piano interrato per tutto il personale e l’utilizzo condiviso della sala congressi da 300 posti.   

Oltre a ciò, l’Ateneo è in fase di acquisizione della proprietà di due ettari di terreno, su cui sarà possibile edificare fino a 14.000 mq. Per tale area edificabile è stato redatto un master plan da parte del Dipartimento di Architettura, in quanto, ai sensi del D.Lgs. 163/06, non è possibile stilare un progetto esecutivo per la pianificazione di un investimento su di un terreno che non è nella piena disponibilità dell’Ente. Al momento, su indicazione del Dipartimento di Architettura si è ipotizzata un’edificazione per lotti, che permetta di rendere immediatamente fruibile una “struttura leggera” che possa in seguito essere “inglobata” dall’edificio complessivo definitivo.