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10.4 Le attività di assistenza sanitaria e l’integrazione con le strutture sanitarie del territorio

ultima modifica 25/11/2010 17:56

L’Ateneo è direttamente impegnato al raggiungimento ed al mantenimento degli obiettivi di salute del territorio, agendo in stretta sintonia con le aziende sanitarie di riferimento e in particolare con l’Azienda Ospedaliero - Universitaria “Sant’Anna” (AOU), che costituisce una realtà parte integrante dell’Università per lo svolgimento sia delle attività di assistenza, diagnosi e cura che per le attività di ricerca clinica. L’Accordo Attuativo Locale, sottoscritto nel mese di Febbraio 2008, sigla l’intesa tra la Facoltà di Medicina dell’Ateneo e l’Azienda Ospedaliera e mira a realizzare la massima integrazione delle due componenti, attraverso:

  • il pieno coinvolgimento di tutte le componenti interessate nella realizzazione degli obiettivi della programmazione sanitaria nazionale, regionale e locale;
  • lo sviluppo di metodi e strumenti di collaborazione volti a perseguire, in modo integrato, obiettivi di:
  • qualità, efficienza, efficacia, appropriatezza delle prestazioni;
  • qualità e congruità della didattica;
  • potenziamento della ricerca biomedica e sanitaria;
  • l’impegno alla programmazione coordinata degli obiettivi e delle risorse in funzione delle attività assistenziali dell’Azienda e delle attività didattiche e di ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo.

 

I rapporti tra le due istituzioni sono monitorati da organismi composti da rappresentanze universitarie e ospedaliere: il Comitato di Indirizzo, il Collegio di Direzione, la Commissione Paritetica (Art. 19 dell'Accordo Attuativo Locale).

Da alcuni anni la Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione importanti fondi destinati alla ricerca, rivolti solo alle aziende Ospedale-Università e proprio l’insistenza della Facoltà di Medicina nell’ospedale ha determinato tale orientamento e la possibilità di disporre di tali fondi.

I suddetti fondi per la ricerca sono stati attribuiti in quote consistenti ai docenti dell’Ateneo che hanno brillato con progetti importanti e di grande respiro, che hanno avuto il plauso e sono stati approvati e finanziati dalla commissione costituita ad hoc dalla Regione.

Per quanto riguarda la didattica, la Facoltà di Medicina arricchisce l’ospedale con la presenza di circa 450 medici specializzandi che stimolano i docenti e i clinici a dare il meglio di sé sia nell’insegnamento sia nell’assistenza che registra, proprio per la loro presenza, un miglioramento qualitativo e quantitativo. Arricchimento e dinamicità culturale saranno garantiti anche da oltre 2.000 studenti che graviteranno sul polo di Cona.

L’assistenza erogata dal personale universitario è di grande qualità, perché i docenti devono sono incitati ad aggiornare le proprie conoscenze per fare didattica. Ciò perché la ricerca clinica porta a un confronto ed a miglioramenti, perché l’università abitua, attraverso scambi culturali e congressi, al confronto delle idee.

Il personale tecnico amministrativo universitario è di aiuto per una migliore gestione dei pazienti, coadiuva l’assistenza, la didattica e la ricerca liberando il docente da un pesante impegno burocratico e permettendogli quindi di dedicarsi interamente ai suoi compiti istituzionali.

Il personale ospedaliero, sia medico sia infermieristico e tecnico, coadiuva nella formazione dei vari Corsi di Laurea come docente, tutor o coordinatore e sicuramente trae uno stimolo positivo da tale impegno didattico.

In sostanza, la presenza della Facoltà di Medicina nell’ospedale porta una serie di benefici economici, qualitativi e quantitativi in tutti i settori in cui è coinvolta: assistenza, didattica e ricerca.

L’integrazione con l’AOU rientra nella più ampia attività di collaborazione con il Sistema Sanitario Regionale (SSR) che – in coerenza con quanto disposto dalla L.R. n. 29/2004 per la realizzazione della collaborazione fra SSR e Università – consente alle risorse professionali dell’Ateneo di mettere a disposizione le proprie competenze nel campo dell’assistenza, del coordinamento delle attività ospedaliere, delle modalità di trattamento delle diverse patologie, come descritto nella sezione del Bilancio dedicata al rapporto con il territorio. La tabella 10.4 riepiloga i dati sulle unità di personale dell’Ateneo che svolgono attività in convenzione con il sistema sanitario, in conformità con la normativa nazionale e regionale[1].

Tabella 10.4 – Unità di personale dell’Ateneo che svolge attività in convenzione

 

Unità di Personale in convenzione

Tipologia

2007

2008

2009

Professori Ordinari

31

31

28

Professori Associati

30

28

25

Ricercatori

47

51

51

Assistenti

5

5

1

Personale T.A.*

50

48

48

TOTALE

163

163

153

(* Personale Tecnico-Amministrativo dell'Ateneo che svolge in convenzione attività con ricaduta assistenziale)

L’Azienda costituisce, ai sensi del Protocollo d’Intesa con la Regione Emilia-Romagna[1] siglato nel 2005 in attuazione dell’art. 9 della L.R. n. 29/2004, il soggetto di riferimento per le attività assistenziali fondamentali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo. Attraverso il Protocollo, la Regione e le Università emiliano-romagnole hanno individuato nell’integrazione lo strumento idoneo per realizzare il concorso delle rispettive autonomie, nel rispetto reciproco dei rispettivi obiettivi istituzionali e di programmazione.

In virtù dei cambiamenti intervenuti nel tempo, sia per quanto concerne l’ordinamento universitario sia nelle relazioni tra Regione e Università, nel corso del 2009 è emersa l’esigenza di disciplinare, attraverso un nuovo Protocollo condiviso, la collaborazione tra Regione ed Università in relazione alle attività di formazione per le professioni sanitarie. A seguito di un lungo lavoro di elaborazione, che ha visto coinvolti i componenti dell’Osservatorio Regionale delle professioni sanitarie, nella prima metà del 2009 è stata inoltrata ai Rettori una proposta di nuovo Protocollo che è stata portata all’attenzione dei competenti organi dell’Ateneo.

Sempre nell’ambito del Protocollo con la Regione, è stato previsto che gli Atenei concorrano alla programmazione sanitaria regionale. A tal fine, nel 2007 è stato approvato il Regolamento dei Dipartimenti ad attività integrata (DAI), concepiti quali centri di gestione delle attività assistenziali, mirati a garantire l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, dotati di autonomia gestionale e di iniziativa di indirizzo e sviluppo tecnico-professionale, nel rispetto delle risorse e degli obiettivi assegnati. I Dipartimenti ad Attività Integrata hanno una funzione innovativa: organizzare l’assistenza in modo che questa sia coerente con le attività della Facoltà di Medicina, con le attività della didattica e della ricerca. Sono stati individuati e costituiti otto DAI, la cui articolazione dipartimentale è stata consolidata nel corso del 2009.

Nel 2009 l’Ateneo ha proseguito le attività finalizzate alla realizzazione del nuovo Ospedale Sant’Anna a Cona, che costituirà uno dei più importanti complessi ospedalieri a livello regionale. In particolare, nel mese di Settembre 2009 l’Ateneo e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria hanno approvato un Accordo Quadro avente come obiettivo l’individuazione degli impegni generali e delle iniziative di interesse comune che entrambe le istituzioni intendono assumere in relazione:

  • alla ridefinizione dell’assetto edilizio dell’attuale Ospedale S. Anna a Ferrara;
  • alla individuazione di spazi universitari presso il Nuovo Ospedale S. Anna a Cona.

L’Accordo, ad oggi in attesa dell’approvazione da parte della Regione Emilia-Romagna, verrebbe attuato mediante compravendita o trasferimento di diritti reali sugli immobili divenuti disponibili presso l’attuale area ospedaliera e con l’attivazione, a favore dell’Università di Ferrara, di ragioni e diritti reali su immobili da destinare alle attività didattiche e di ricerca presso il Nuovo Polo Ospedaliero di Cona. Inoltre, è in fase di predisposizione da parte del Comune di Ferrara un accordo con l’Azienda Ospedaliera, l’Università e gli altri Enti interessati, un Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica che consentirà l’insediamento di edifici aventi funzione universitaria all’interno dell’area da acquisire e il trasferimento graduale dei servizi connessi all’attività assistenziale presso il nuovo Polo di Cona.

Le parti coinvolte si sono altresì impegnate a disciplinare, con successivi accordi di dettaglio, le modalità di gestione ed utilizzo dei suddetti locali.

Per l’impatto che questo avrà sull’attività didattica, di ricerca e assistenziale, il trasferimento della quasi totalità degli Istituti Clinici Universitari a Cona rappresenta un momento importante per la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo.

Certamente, il trasferimento in una struttura nuova darà un impulso positivo sul versante assistenziale, sia per l’eccellente struttura alberghiera, rispettosa della privacy del cittadino, sia per le nuove tecnologie in linea con quelle dei più prestigiosi nosocomi nazionali.

Il trasferimento, inoltre, porterà un prevedibile miglioramento di quell’attività di ricerca clinica che si avvale di tecnologie che, a Cona, saranno senz’altro più avanzate e attuali rispetto a quelle di cui l’Azienda dispone oggi. Verrà inoltre garantita la continuità delle ricerche attualmente in corso e nate dalla collaborazione con la parte preclinica della Facoltà. L’eventuale disagio causato dalla lontananza tra le componenti pre-clinica e clinica della Facoltà potrà essere agevolmente superato grazie ai sistemi di telecomunicazione oggi ampiamente disponibili  (fax, e-mail, etc.).

 

 

La Sezione di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Ateneo

 

La Sezione di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Ateneo opera nell’ambito degli accordi esistenti tra Università di Ferrara ed Azienda Ospedaliero - Universitaria. Le attività della Sezione consistono in interventi rivolti al contenimento di situazioni di “rischio clinico” e alla valutazione dei sinistri d’interesse assicurativo. L’attività concerne anche situazioni d’interesse anti-giuridico e, come Sezione specificamente universitaria, prestazioni su richiesta diretta dell’Autorità Giudiziaria. Sono, in particolare, operativi i laboratori di Istologia ed Identificazione Forense (per lo studio con finalità forensi di frammenti tissutali), di Emogenetica Forense (per l’accertamento/esclusione dei rapporti parentali e, in generale, per la caratterizzazione di tracce “biologiche”), di Tossicologia Forense (per la diagnostica chimico-tossicologica in caso di intossicazione acuta e d’uso d’alcool/stupefacenti prevista dal Codice della Strada o per l’idoneità di lavoratori con mansioni a rischio). Presso la Sezione è operativo, inoltre, un ambulatorio medico-legale per gli accertamenti clinici e per le valutazioni medico-legali richieste al fine di accedere a particolari tutele di legge (ad esempio invalidità) o assicurative.

Oltre all’attività didattica svolta in vari ambiti disciplinari (medicina sociale, criminologia, psicopatologia forense, tossicologia forense, deontologia, etica medica, bioetica clinica), presso la Sezione vengono sviluppati numerosi progetti di ricerca, quali nel 2009:

- “Studio del significato di indicatori umorali di origine placentare nella nosografia dell’ipossia placentare”;

- “Markers immunoistochimici per evidenziare lesioni vitali nel tessuto miocardio”;

- “Sinistri Stradali” in associazione con il Comitato Sicurezza Stradale “ F. Paglierini”;

- “Determinazione della transferrina carboidrato carente, isoforma IV, per il controllo dell’abuso alcolico cronico”;

- “Determinazione ematica di anticoagulanti orali (dicumarolici). Biodisponibilità e cinetica di anticoagulanti orali: concentrazioni ematiche e significatività di indicatori umorali del sistema emocoagulativo”;

- “Sistemi di protezione in odontoiatria (paziente, operatore, ambiente)”;

- “Sviluppo di procedure analitiche per la caratterizzazione chimica del DNA in substrati biologici forensi degradati”;

- “Sistematizzazione metodologica dell’approccio tecnico in caso di violenza sessuale su minore”;

- “Criteriologia per la valutazione del racconto/testimonianza del minore” (in collaborazione con la Provincia di Ferrara ).

 

 

La collaborazione tra Università e sistema sanitario annovera, infine, un Comitato Etico Provinciale. Il Comitato, costituitosi attraverso una convenzione siglata nel dicembre 2006 e operativo dal primo marzo 2007, è composto da rappresentanti dell’Ateneo, dell’AOU e dell’Azienda USL di Ferrara. Superando il preesistente regime di coesistenza di più organismi sullo stesso territorio, il Comitato è finalizzato a garantire la tutela del diritto di protezione delle persone partecipanti a sperimentazione clinica. Provvede alla valutazione dei protocolli di sperimentazione clinica e farmacologica per gli aspetti rilevanti ai fini del giudizio etico e svolge funzione consultiva in relazione a questioni etico-deontologiche connesse con le attività scientifiche, cliniche e assistenziali. Il Comitato può inoltre proporre iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari relativamente a temi di bioetica, anche rivolte ai cittadini.

Nel corso del 2009 hanno avuto luogo 11 sedute del Comitato e sono stati valutati 185 studi, di cui 147 dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria (comprendenti sperimentatori universitari), 26 dell’Azienda USL (comprendenti uno studio in comune AOU - AUSL) e 11 dell’Ateneo. Sono stati inolre rilasciati 13 Pareri Unici (12 per l’A.O.U. e 1 per l’Ateneo) e 2 altri pareri non relativi a studi. Gli emendamenti sostanziali valutati sono stati 66. Gli studi sponsorizzati da case farmaceutiche sono stati 53 per l’AOU e 10 per l’AUSL, 13 quelli relativi al Programma di Ricerca Regione - Università, 6 gli studi non profit (ISS-AIFA-Ministero-CE) per l’AOU e 8 per l’AUSL. Infine, sono stati 40 gli studi promossi da fondazioni e enti no profit: 34 per l’AOU e 6 per l’AUSL. Risultano infine 30 studi spontanei per l’AOU, 1 per l’AUSL, 11 per UNIFE e 11 di uso compassionevole per l’AOU e 1 per l’AUSL.

Per la gestione degli aspetti etici nella ricerca in campo medico-sanitario è costituito anche il Comitato Etico sulla sperimentazione animale (CEASA), interno all’Ateneo. Il Comitato, in accordo con la normativa statale e regionale, è finalizzato alla tutela degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici. Al Comitato spettano compiti di monitoraggio, indirizzo e valutazione in ordine ai progetti di ricerca che prevedono il ricorso alla sperimentazione animale a fini scientifici presentati da docenti universitari nonché, qualora la legislazione lo consenta, dalle Aziende Sanitarie o da altri soggetti. Il Comitato esamina i protocolli di ricerca che prevedono l’utilizzo di animali prima del loro inoltro al Ministero della Salute e agli altri Enti competenti, ed esprime su di essi un parere preventivo. Provvede, inoltre, al controllo dell’effettivo rispetto delle norme sull’idoneità degli stabilimenti utilizzatori e/o di allevamento dell’Ateneo, alla sorveglianza dello stato di benessere degli animali e al controllo dell’idoneità professionale degli operatori.

Nel corso dell'anno 2009 il Comitato si è riunito tre volte (14 maggio, 16 luglio, 22 ottobre) prendendo in esame 17 Comunicazioni e  5 richieste di sperimentazione in deroga.

Nel 2009, inoltre, Il Comitato ha effettuato le seguenti attività:

  • ha approvato la pubblicazione sul sito dell’Università di Ferrara, da parte dell’Ufficio Ricerca Nazionale, dell’avviso riguardante la disponibilità dell’Ateneo a dare in adozione animali destinati alla ricerca, nei rari casi in cui tali animali, benché sani, non siano idonei alla sperimentazione, ai sensi della Circolare del Ministero della Salute 14 maggio 2001 n.6;
  • ha approvato gli adempimenti necessari all’integrale applicazione alla Legge 12 Ottobre 1993 n. 413 (Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale);

 

Infine, nel 2009 è stata approvata dagli organi dell’Ateneo la proposta, presentata dall’Ufficio Ricerca Nazionale del Comitato, per l’avvio di una collaborazione con il Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica (I-CARE Italia), che si occupa, tramite personale specializzato e una rete di rifugi attivi in tutta Italia, dell’accoglienza e riabilitazione di numerose specie di animali ceduti dai laboratori.



[1] L. n. 213/71; L. n.200/74; D.P.R. n. 761/79; D. Lgs n. 502/92; D. Lgs. n. 229/99; D. Lgs. n. 517/99, L.R. n. 6/04, L.R. N. 29/04.

[2] Il Protocollo è in attuazione dell’art. 9 della L.R. 23 dicembre 2004 n. 29.