Patrizio Bianchi
Quando il nostro Ateneo ha iniziato ad orientarsi verso una logica di rendicontazione sociale, il social reporting appariva ancora come pratica sperimentale e pioneristica. Abbiamo intrapreso questa strada perché sentivamo che era giunto il momento di fare quel definitivo passaggio di trasparenza e “resa del conto” verso il cittadino a cui tutta la Pubblica Amministrazione è oggi chiamata. Abbiamo voluto farlo in maniera semplice ma approfondita, tant’è che il bilancio sociale di Unife rappresenta, oggi un modello avanzato e riconosciuto a livello nazionale che ci ripaga dello sforzo e dell’impegno impiegati.
Siamo in un momento di cambiamento, per molti versi difficile ma in questi anni l’Ateneo si è attrezzato per affrontare il percorso di rinnovamento che il mondo accademico sta attraversando e che si è recentemente accelerato a seguito della crisi economica globale.
In questo contesto, il nostro principale fattore di investimento è costituito dalle Persone. Lo Studente in primo luogo è stato posto al centro dell’attenzione delle attività dell’Ateneo. I positivi dati delle immatricolazioni del nuovo anno accademico confermano tale tendenza già in atto da alcuni anni, il che dimostra la forte capacità di Unife di attrarre studenti da altre regioni italiane, in modo nettamente superiore alla media nazionale. Nel frattempo è aumentata anche la percentuale di studenti stranieri grazie alle attività e ai servizi di accoglienza che sono stati messi in funzione.
Il nostro Ateneo si qualifica come un’Università di ricerca, in grado di sviluppare attività innovative e ottenere risultati di eccellente qualità. Lo testimonia la presenza di ricercatori ferraresi nei team dei più importanti progetti nazionali e internazionali, lo conferma il progressivo avvicinamento al settore industriale per lo sviluppo congiunto e l’applicazione dei risultati scientifici. Ne consegue che un livello elevato della ricerca scientifica comporta anche un altrettanto elevato livello della didattica e i numeri, in termini di attrattività e regolarità del processo formativo, lo riconoscono.
Sul fronte strettamente accademico lo sforzo complessivo è stato rivolto alla revisione dell’offerta formativa per il rispetto dei nuovi e più stringenti requisiti richiesti dal Ministero per l’attivazione e il mantenimento dei corsi di laurea. Nello stesso tempo è stato compiuto, senza compromettere l’equilibrio di bilancio, il massimo sforzo per assicurare il rinnovo delle energie vitali dell’Ateneo, i giovani ricercatori, futuro della nostra società. Anche sul fronte delle attività di supporto alla Didattica e alla Ricerca sono stati compiuti passi enormi con lo sviluppo di nuovi profili di competenze e un’organizzazione compatta per il sostegno delle iniziative sopra descritte.
Sulla base di un’esperienza ormai consolidata, ogni nuova edizione del bilancio sociale parte da uno schema logico principale che riprende quello della precedente edizione, in modo da costituirne la naturale evoluzione e il termine di paragone ed aggiunge alcune importanti novità. In questa terza edizione abbiamo puntato sul coinvolgimento degli stakeholder, ritenendo che i tempi fossero ormai maturi per una partecipazione diretta e attiva alla vita dell’ateneo. I due mondi della Didattica e della Ricerca che si fondono in un’unica realtà - l’Ateneo per appunto - sono stati rappresentati anche attraverso l’immagine che abbiamo voluto fornire delle nostre sedi distaccate, in un percorso di costante integrazione e coinvolgimento.
Il bilancio sociale ci fornisce con accurata visione e, nel contempo, dovizia di particolari il racconto di questo percorso oggi in atto, perché è evidente che il cambiamento è un processo in continua evoluzione ed è fondamentale affrontarlo con la consapevolezza che le scelte importanti vadano compiute soprattutto in un momento di grande incertezza come quello che stiamo vivendo.
Siamo alla vigilia di un ulteriore delicato passaggio: proprio in questi giorni è stato approvato dal Governo il disegno di legge di riforma degli Atenei che riguarda la governance, la qualità delle attività didattiche e di ricerca, il corpo docente, il diritto allo studio. Già nelle assegnazioni agli Atenei dei fondi ministeriali per l’anno in corso i fattori meritocratici hanno iniziato ad assumere peso crescente. Siamo ancora una volta pronti a raccogliere la sfida, abbiamo lavorato in questi anni con l'obiettivo e con la certezza di far crescere la nostra Università nell'interesse di tutta la nostra Comunità.
