SEZIONE 2 – L’UNIVERSITA’ DI FERRARA: STORIA, MISSIONE E IDENTITA’

ultima modifica 18/02/2010 11:02

L’Università di Ferrara, con una storia di oltre 600 anni, è una delle più antiche d’Italia; i primi insegnamenti attivati spaziavano dalla teologia e le connesse discipline filologiche, al diritto, alle scienze mediche, scientifiche e naturalistiche. Oggi, l’identità dell’Ateneo estense affonda le sue radici nella tradizione storica e culturale dell’Università, che ha accolto
e formato sin dalla sua fondazione personalità illustri del mondo della cultura, delle arti e delle scienze.

La storia
L’Università di Ferrara venne fondata nel 1391 dal Marchese Alberto V d’Este, su concessione di papa Bonifacio IX. I primi corsi inaugurati furono Arti, Teologia e Giurisprudenza, in cui insegnarono sin dall’inizio docenti di chiara fama, quali Bartolomeo Saliceto, principe dei giuristi. Durante il XV e il XVI secolo, Ferrara divenne uno dei centri più fiorenti della cultura italiana del Rinascimento e l’Università
visse un periodo di grande prestigio, anche grazie alla presenza di illustri intellettuali, quali Nicolò Copernico e Paracelso.
Dopo l’assimilazione nello Stato Pontifico nel 1598, l’Università venne trasformata da prestigioso Ateneo della Città degli estensi ad Università di periferia. In epoca napoleonica, con il piano per le Università nazionali, l’Ateneo perse la facoltà di conferire il titolo di laurea; le normali attività accademiche ripresero nel 1816. Dopo l’unificazione dell’Italia, l’Università di Ferrara divenne una libera Università. Negli anni precedenti la prima Guerra Mondiale, l’Ateneo ferrarese, con oltre 500 studenti, era l’Università più frequentata fra le libere Università d’Italia.

Negli anni più recenti l’Ateneo ha attraversato un periodo di profondo rinnovamento. Il cambiamento ha interessato tutti gli ambiti di attività dell’Ateneo – le attività istituzionali della ricerca e della didattica e la componente organizzativa e gestionale – sviluppandosi a partire dalla definizione della mission dell’organizzazione, che qualifica l’Ateneo ferrarese quale “Università di ricerca, profondamente radicata nel suo territorio, pienamente inserita nella comunità scientifica internazionale, capace di essere leader a livello nazionale”.
La mission ha individuato tre assi principali di azione lungo i quali l’Università indirizza il proprio impegno e le proprie risorse nello svolgimento delle sue attività:

  • un asse tradizionale, costituito da ricerca e didattica;
  • un asse innovatore, che riguarda la ricaduta industriale sul territorio e la caratterizzazione di Ferrara quale città universitaria, del sapere e della formazione;
  • un asse organizzativo-gestionale, inerente l’organizzazione interna e il governo delle risorse umane.

Ciascuna di queste tre dimensioni è strettamente connessa alle altre: l’individuazione di linee di ricerca che si concretizzino in impresa e la valorizzazione del patrimonio scientifico, storico e artistico del territorio costituiscono punti di riferimento per la definizione degli indirizzi di ricerca e per la creazione di un sistema di percorsi formativi di qualità e competitivi. Allo stesso tempo, il rafforzamento del processo di internazionalizzazione costituisce un obiettivo trasversale alle linee programmatiche di sviluppo, di ricerca e didattica.
Due passaggi chiave hanno caratterizzato, in particolare, il processo di rinnovamento intrapreso dall’Ateneo:

  • la riforma dell’assetto istituzionale e regolamentare dell’Università, culminata nell’approvazione, nel giugno 2005, del nuovo Statuto dell’Ateneo;
  • la definizione del Piano strategico dell’Università, che identifica gli obiettivi da perseguire nel triennio 2007-2009 e le strategie per realizzarli.