3. Alle Imprese
La ricerca e il territorio
La ricaduta industriale delle attività di ricerca e il coinvolgimento di istituzioni ed imprese per attuare il trasferimento dei risultati scientifici raggiunti è l’espressione fondamentale dell’attenzione che l’Università riserva al territorio.
L’Ateneo di Ferrara è stato tra le prime università italiane ad intraprendere, fin dalla fine degli anni novanta, una significativa azione rivolta alla creazione di spin-off accademici sul territorio ad elevato contenuto tecnologico. Nate per valorizzare i risultati della ricerca svolta internamente, le aziende spin-off recepiscono il bagaglio formativo di conoscenze e di competenze trasmesse dall’Ateneo, promuovendo e valorizzando sul mercato il know how e le tecnologie sviluppati, creando occupazione e favorendo lo sviluppo economico locale, regionale e nazionale.
L’interazione tra territorio ed innovazione prodotta dalla ricerca è favorita principalmente dall’Ufficio Rapporti con le Imprese dell’Ateneo (Industrial Liaison Office, ILO), creato nel 2004 quale centro di riferimento dell’Università in relazione alla ricaduta industriale della ricerca e alle relazioni con le imprese del territorio. Scopo dell’ILO è quello di favorire i rapporti tra Università e imprese locali, nazionali e internazionali; sostenere il trasferimento tecnologico e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale; curare le relazioni con tutte le istituzioni, le associazioni e le agenzie preposte a sostenere lo sviluppo industriale. Strettamente collegata all’ILO è la Commissione Brevetti e Spin-off dell’Ateneo, che programma le linee d’azione dell’Università nei confronti del trasferimento tecnologico; con l’ausilio della Commissione, l’ILO svolge servizi di assistenza alla brevettazione, alla creazione e allo sviluppo degli spin-off, al licensing, all’attivazione di progetti di trasferimento tecnologico sul territorio.
La tabella successiva riepiloga tutti gli spin-off generati dall’Università e attivi nell’anno 2009, per un totale di 16 imprese.
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Spin-off accademici - Anno 2009 – Dati di sintesi |
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Ragione Sociale |
Settore di attività |
Anno di attivazione |
Valore nominale partecipazione dell’Ateneo* (euro) |
Quota % di partecipazione |
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Aequotech |
Biomedico-farmaceutico |
2005 |
2.113 |
10,01 |
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Ambrosialab |
Biomedico-farmaceutico |
2003 |
1.000 |
10,00 |
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A.P.M. Advanced Polymer Materials |
Materiali polimerici |
2007 |
1.000 |
10,00 |
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Clirest |
Biomedico-farmaceutico |
2003 |
1.000 |
10,00 |
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CPower** |
Fisica |
2006 |
1.355 |
2,71 |
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E-Heart |
Biomedico-farmaceutico |
2004 |
1.000 |
10,00 |
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Geotema |
Ambiente |
2004 |
1.000 |
10,00 |
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Istituto Delta Ecologia Applicata |
Ambiente |
2001 |
5.250 |
7.00 |
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Materiacustica |
Acustica e vibrazioni |
2004 |
700 |
7,00 |
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MEC - Microwave Electronics for Communications |
Elettronica |
2004 |
2.000 |
4,00 |
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NeM Nuclear e-Mission |
Biomedico-farmaceutico |
2005 |
1.000 |
10,00 |
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NGB Genetics |
Biomedico-farmaceutico |
2006 |
3.840 |
6,00 |
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Pharmeste |
Biomedico-farmaceutico |
2003 |
1.616 |
3,08 |
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UFPeptides |
Biomedico-farmaceutico |
2003 |
1.000 |
10,00 |
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Verdenora |
Chimica ambientale |
2008 |
500 |
5,00 |
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Zenith Ingegneria |
Ingegneria civile |
2007 |
1.000 |
10,00 |
* Il valore di mercato della quota di partecipazione può in alcuni casi essere notevolmente superiore al valore nominale.
** In liquidazione (partecipato tramite consorzio IMPAT)
Anche nell’ambito delle attività di ricerca finalizzate alla brevettazione l’Università di Ferrara si distingue per la sua posizione di rilievo fra gli atenei italiani attivi nel campo della valorizzazione applicativa della produzione scientifica. Assieme alle imprese create sul territorio, i brevetti rappresentano una delle espressioni più significative del trasferimento tecnologico dell’innovazione al mercato.
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I riflessi sul territorio delle attività dell’Industrial Liaison Office l’attività di ricerca scientifica sono descritti in dettaglio nei paragrafi 5.3 e 6.2 del Bilancio sociale. |
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Le strutture dell’ateneo a fini innovativi
La dotazione di spazi, strutture e strumenti dedicati, sia in termini di laboratori e di centri specializzati che di grandi attrezzature, costituisce un elemento importante della capacità dell’Ateneo di proiettarsi e competere nel panorama della ricerca nazionale ed internazionale.
A supporto della propria attività di ricerca, l’Università di Ferrara dispone di numerosi centri e laboratori, nell’ambito dei quali vengono sviluppati i progetti di ricerca portati avanti nei diversi ambiti disciplinari, anche attraverso la collaborazione di studiosi e di esperti esterni, favorendo così l’interazione sia con altre università e centri di ricerca italiani ed esteri che con soggetti privati. Inoltre, grazie all’expertise altamente specializzato ed alla tecnologia d’avanguardia di cui dispongono, tali strutture costituiscono un importante punto di riferimento per le aziende, del territorio e non, impegnate in progetti di ricerca industriali innovativi.
Agli investimenti in attrezzature di ricerca l’Ateneo destina i fondi raccolti grazie allo strumento del 5x1000.
Le strutture dell’Ateneo a fini innovativi occupano complessivamente una superficie pari a 78.739 m² e sono riconducibili principalmente ai Laboratori del Polo Scientifico e Tecnologico e Chimico-Biomedico. Tra le principali strutture di ricerca dell’Ateneo si ricordano:
- la Camera Anecoica, sita nel Corpo E del Polo S.T.: nel corso del 2008 sono stati completati i lavori di allestimento della camera anecoica e dei relativi impianti. Essa si configura come infrastruttura all’interno della quale condurre studi e ricerche nei diversi campi della comunicazione sonora. Realizzata all’interno dei Laboratori del Dipartimento di Ingegneria, la Camera consiste in un grande ambiente delimitato da superfici fonoassorbenti in grado di eliminare la quasi totalità delle riflessioni sonore. L’ambiente si caratterizza per un elevato isolamento acustico che riduce la presenza di rumori provenienti dall’esterno;
- le Camere Bianche, site nel Corpo G del Polo S.T.: nel corso del 2008 sono stati completati i lavori di allestimento delle camere bianche e dei relativi impianti. Si trovano ubicate all’interno del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo e sono destinate a ricerche e realizzazione di prototipi nel campo dell’energia solare fotovoltaica e della sensoristica per gas. Comunemente utilizzate in campo elettronico (nei casi in cui componenti o dispositivi corrano il rischio di essere danneggiati dai granelli di polvere presenti nell’aria), le Camere Bianche si configurano come un ambiente di lavoro asettico dove l’aria è dalle dieci alle cinquantamila volte più pulita dei normali ambienti di vita.
Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Ferrara ha attivato inoltre il Laboratorio di Tecnologie Nucleari che ospita la strumentazione modulare per la spettroscopia di raggi X e γ in ambito sanitario, ambientale, alimentare e nel controllo di materiali.Al Polo Scientifico e Tecnologico si affianca l’Incubatore di impresa, l’area attrezzata creata al fine di ospitare una decina di società spin-off dell’Ateneo e di supportarle nella fase di avvio delle loro attività. Oltre alle attività di incubazione proprie dell’Ateneo, nel 2009 l’Università di Ferrara ha siglato una convenzione con Aster (Associazione Scienza e Tecnologia Emilia-Romagna, Rete Regionale per l’Alta Tecnologia) per la collaborazione al Progetto WE TECH OFF, il nuovo incubatore di imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico di Aster, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico
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La descrizione dettagliata delle strutture di ateneo a fini innovativi è contenuta nel paragrafo 5.4 del Bilancio sociale. |
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Il Tecnopolo di Ferrara
Nel mese di Gennaio 2009 l’Università degli Studi di Ferrara, congiuntamente alla Provincia di Ferrara ed al Comune di Ferrara[1], ha presentato presso la Regione Emilia-Romagna una manifestazione d’interesse per la realizzazione di un Tecnopolo di Ferrara e la costituzione ed organizzazione al suo interno di laboratori di ricerca industriale e trasferimento tecnologico. La realizzazione di tale polo di ricerca a fini innovativi si inserisce nel contesto del Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007-2013.[2] Fortemente impegnata nella promozione dell’innovazione del sistema produttivo locale, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un programma di cofinanziamento volto a realizzare, in collaborazione con i più importanti organismi regionali impegnati nella ricerca industriale, una rete di Tecnopoli collocati in tutta la Regione.
Per il Tecnopolo di Ferrara, presentato ufficialmente nel mese di Dicembre in occasione della firma dell’Accordo di Programma tra Regione Emilia-Romagna, Università degli Studi di Ferrara, Provincia di Ferrara e Comune di Ferrara, sono previsti insediamenti su 12.300 metri quadrati complessivi, di cui 7.135 saranno oggetto di intervento infrastrutturale. I laboratori, denominati Laboratori in rete – Tecnopolo, che formeranno il nuovo polo tecnologico sono quattro, ognuno dedicato ad uno specifico ambito di ricerca:
- Laboratorio TEKNEHUB (piattaforma “Edilizia e Costruzioni”): avrà la sede in una nuova costruzione presso il Polo Scientifico e Tecnologico dell’Ateneo e svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico nell’ambito della conservazione, del recupero e del restauro dei beni culturali, paleontologici ed archeologici con approfondimenti su metodi, tecnologie, strumenti, materiali e tecniche.
- Laboratorio TerraeAcquaTech (piattaforma “Energia e Ambiente”): con sede presso il Polo Ambientale di Malborghetto di Ferrara (FE) si concentrerà sulle attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico relative ai temi ambiente, acqua, suolo, territorio.
- Laboratorio MECH-LAV (piattaforma “Meccanica dei Materiali”): con sede in parte presso il Polo Scientifico e Tecnologico dell’Ateneo e in parte presso il comune di Cento (FE) svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico su temi quali acustica e vibrazioni, simulazione e sperimentazione meccanica e fluidodinamica;
- Laboratorio per le Tecnologie delle terapie avanzate (piattaforma “Scienze della vita”): con sede presso il Polo Chimico e Biomedico dell’Ateneo svilupperà attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico sui temi delle biotecnologie applicate alla medicina (potenzialità applicative di cellule primarie, in particolare cellule staminali).
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La descrizione dettagliata del Tecnopolo di Ferrara è contenuta nel paragrafo 5.5 del Bilancio sociale. |
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Le relazioni con la Cina
Nell’ambito delle relazioni internazionali dell’Ateneo, un ruolo di rilievo spetta ai rapporti instaurati con la Cina. Sin dal 1999 docenti e ricercatori dell’Ateneo si sono fatti promotori di una serie di eventi in Cina, mirati a favorire lo scambio di idee ed il confronto sui temi dell’industria e dello sviluppo, partecipando inoltre a conferenze, convegni, forum, etc. In tale contesto, l’Università ha saputo instaurare un solido rapporto di collaborazione con la South China University of Technology (SCUT) di Canton, che ha condotto, fino ad oggi, alla sottoscrizione di cinque accordi formali di collaborazione. Presso l’Università di Ferrara si è tenuta la terza edizione della China and Italy School of Policy, iniziativa che, anche per il 2009, è stata possibile grazie alla collaborazione del Ministero degli Esteri italiano, della Regione Emilia-Romagna del Governo del Guangdong e del Consolato Generale d’Italia a Canton. All’edizione 2009 sono stati ammessi 26 partecipanti, tutti funzionari di governo, su un totale di 120 domande pervenute. Oltre all’attività didattica in aula sono stati organizzati incontri e seminari a tema presso imprese e istituzioni di governo nazionali e regionali. Tra le imprese che hanno collaborato all’edizione vi sono IMA S.p.A, Ducati S.p.A, Basell e Ravani Acciai. Infne, nell’ambito delle Scuola, nel 2009 è stato firmato un accordo per la realizzazione, nel mese di Maggio 2010, di un primo programma “executive” rivolto ad imprenditori cinesi, e il Ministero degli Affari Esteri ha affidato al gruppo di lavoro dell’Università di Ferrara un primo programma di formazione in materia di politiche per lo sviluppo industriale rivolto ai funzionari di governo della provincia cinese dello Zheijiang.
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Le relazioni con la Cina e le altre iniziative in ambito internazionale sono descritte nel paragrafo 7.1 del Bilancio sociale. |
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Il Capitale Strutturale dell’Ateneo - Indicatori di crescita e rinnovamento
Il capitale strutturale indica la capacità dell’Ateneo di creare un sistema di lavoro efficiente, che consenta ai lavoratori di utilizzare al meglio le proprie conoscenze e competenze professionali. Gli indicatori di crescita e rinnovamento del capitale strutturale misurano la capacità di acquisire nuovi progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale e di sviluppare nuove ricerche brevettuali nonché gli investimenti effettuati dall’Università per mettere a disposizione dei dipendenti spazi e strutture di qualità.
Nell’anno 2009, l’Ateneo ha acquisito 94 nuovi progetti di ricerca, in prevalenza (81) relativi a progetti c/terzi, ricomprendendo in tale categoria qualunque finanziamento proveniente dall'esterno e senza che vi sia la partecipazione ad un bando, inteso sia come corrispettivo di una prestazione che come finanziamento di un’attività di ricerca.
Il numero di ricerche brevettuali supervisionate nel 2009 dagli Affari Legali e Liaison Office dell’Ateneo (Industrial Liaison Office, ILO) è stato pari a 6, delle quali 2 hanno dato luogo a registrazione di brevetto.

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RICERCHE BREVETTUALI SUPERVISIONATE DALL’ILO |
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2007 |
2008 |
2009 |
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Numero di ricerche brevettuali supervisonate dall’ILO |
11 (di cui 7 depositate come brevetti) |
8 (di cui 3 depositate come brevetti) |
6 (di cui 2 depositate come brevetti) |
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Il Capitale Strutturale e le attività di brevettazione sviluppate dall’Ateneo sono rendicontate in dettaglio nei paragrafi 3.3 e 5.3 del Bilancio sociale. |
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Il Capitale Relazionale dell’Ateneo – Indicatori di efficienza
Il capitale relazionale rappresenta la componente esterna del capitale intangibile e comprende tutte le relazioni tra l’Ateneo e i soggetti coinvolti nelle attività di ricerca, sia in qualità di partner nei progetti nazionali e internazionali, che di aziende e di società spin-off con cui l’Ateneo collabora, trasferendo al territorio i risultati delle attività di ricerca e valorizzando sul mercato il know how e le tecnologie sviluppati internamente.
L’efficienza del capitale relazionale rileva il grado di soddisfazione dei soggetti partner e dei committenti delle attività di ricerca e le motivazioni alla base degli eventuali reclami rispetto alle attività svolte dall’Ateneo. In continuità con l’anno precedente, anche per il 2009 l’Università di Ferrara ha condotto un’indagine mirata a cogliere gli aspetti relativi alle relazioni degli spin-off con l’Ateneo. Tuttavia, diversamente dalla precedente indagine questionaria, per il 2009 si è scelto di passare ad una modalità maggiormente partecipativa da parte delle imprese coinvolte. L’indagine è stata pertanto realizzata chiedendo ai referenti di tutti gli spin-off dell’Ateneo di rispondere ad un’unica domanda aperta:
“Nei rapporti con l’Università di Ferrara, esistono eventuali ambiti di miglioramento o proposte di realizzazione che ritiene opportuno segnalare di seguito?”
Complessivamente, hanno riposto dieci spin-off su sedici. Tutti gli spin-off giudicano il rapporto con l’Università di Ferrara come proficuo e fondamentale ai fini della crescita aziendale, e due di essi non ritengono opportuno segnalare alcun ambito di possibile miglioramento.
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Il Capitale Relazionale dell’Ateneo è rendicontato in dettaglio nel paragrafo 3.4 del Bilancio sociale. |
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[1] L’iniziativa ha potuto inoltre contare anche sul sostegno della Camera di Commercio e dell’Industria di Ferrara, della Fondazione per l’Agricoltura Fratelli Navarra, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, della Cassa di Risparmio di Cento, della Cassa di Risparmio di Ferrara, del Gruppo HERA, CADF Spa, nonché di AREA Spa.
[2] IL POR FESR 2007-2013 è stato approvato con Decisione C (2007) 3875 del 7 agosto 2007 dalla Commissione Europea.
