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10.3 Le attività di assistenza sanitaria e l’integrazione con le strutture sanitarie del territorio

ultima modifica 22/02/2010 16:12

 

L’Ateneo è direttamente impegnato al raggiungimento ed al mantenimento degli obiettivi di salute del territorio, agendo in stretta sintonia con le aziende sanitarie di riferimento e in particolare con l’Azienda Ospedaliero - Universitaria “Sant’Anna” (AOU), che costituisce una realtà parte integrante dell’Università per lo svolgimento sia delle attività di assistenza, diagnosi e cura che per le attività di ricerca clinica. L’integrazione con l’AOU rientra nella più ampia attività di collaborazione con il Sistema Sanitario Regionale (SSR) che – in coerenza con quanto disposto dalla L.R. n. 29/2004 per la realizzazione della collaborazione fra SSR e Università – consente alle risorse professionali dell’Ateneo di mettere a disposizione le proprie competenze nel campo dell’assistenza, del coordinamento delle attività ospedaliere, delle modalità di trattamento delle diverse patologie, come descritto nella sezione del Bilancio dedicata al rapporto con il territorio. La tabella 10.4 riepiloga i dati sulle unità di personale dell’Ateneo che svolgono attività in convenzione con il sistema sanitario, in conformità con la normativa nazionale e regionale[1].

 

Tabella 10.4 – Unità di personale dell’Ateneo che svolge attività in convenzione

Unità di Personale in convenzione

Tipologia

2006

2007

2008

Professori Ordinari

31

31

31

Professori Associati

28

30

28

Ricercatori

48

47

51

Assistenti

5

5

5

Personale T.A.*

50

50

48

TOTALE

162

163

163

(* Personale Tecnico-Amministrativo dell'Ateneo che svolge in convenzione attività con ricaduta assistenziale)

L’Azienda costituisce, ai sensi del Protocollo d’Intesa con la Regione Emilia-Romagna[2] siglato nel 2005 in attuazione dell’art. 9 della L.R. n. 29/2004, il soggetto di riferimento per le attività assistenziali fondamentali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo. Attraverso il Protocollo, la Regione e le Università emiliano-romagnole hanno individuato nell’integrazione lo strumento idoneo per realizzare il concorso delle rispettive autonomie, nel rispetto reciproco dei rispettivi obiettivi istituzionali e di programmazione.

Sempre nell’ambito del Protocollo con la Regione, è stato previsto che gli Atenei concorrano alla programmazione sanitaria regionale. A tal fine, nel 2007 è stato approvato il Regolamento dei Dipartimenti ad attività integrata (DAI), concepiti quali centri di gestione delle attività assistenziali, mirati a garantire l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, dotati di autonomia gestionale e di iniziativa di indirizzo e sviluppo tecnico-professionale, nel rispetto delle risorse e degli obiettivi assegnati. I Dipartimenti ad Attività Integrata hanno una funzione innovativa: organizzare l’assistenza in modo che questa sia coerente con le attività della Facoltà di Medicina, con le attività della didattica e della ricerca. Sono stati individuati e costituiti otto DAI, la cui articolazione dipartimentale è stata consolidata nel corso del 2008. Tale realizzazione rientra nell’articolazione dell’Accordo Attuativo Locale sottoscritto nel febbraio 2008 che, oltre a comprendere il Regolamento stesso, individua le strutture complesse e semplici afferenti ai DAI, con specifica dei posti letto attribuiti.

L’Accordo mira a realizzare la massima integrazione tra la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria, in termini di:

 

-       pieno coinvolgimento di tutte le componenti interessate nella realizzazione degli obiettivi della programmazione sanitaria nazionale, regionale e locale;

-       sviluppo di metodi e strumenti di collaborazione volti a perseguire, in modo integrato, obiettivi di:

  • qualità, efficienza, efficacia, appropriatezza delle prestazioni;
  • qualità e congruità della didattica;
  • potenziamento della ricerca biomedica e sanitaria;

-       impegno alla programmazione coordinata degli obiettivi e delle risorse, in funzione delle attività assistenziali dell’Azienda e delle attività didattiche e di ricerca della Facoltà..

 

Nel 2008 l’Ateneo ha proseguito le attività finalizzate alla realizzazione del nuovo Ospedale Sant’Anna a Cona, che costituirà uno dei più importanti complessi ospedalieri a livello regionale. A seguito di un incontro con i rappresentanti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, è stato infatti impostato un piano operativo per accelerare l’ottenimento di una porzione del terreno di Cona dall’Azienda; grazie ad un Accordo di Programma fra gli enti pubblici interessati, all’Ateneo sarà concessa in diritto di superficie parte dei terreni (2 ettari circa) su cui poter intervenire per la costruzione degli ulteriori spazi necessari per il polo medico universitario. Sono state predisposte ed avviate tutte le procedure che consentiranno la realizzazione della parte universitaria del polo clinico di Cona entro la fine del 2010. Oltre alle nuove costruzioni, è previsto l’allestimento del polo didattico, già edificato, in cui trovano posto i seguenti spazi:

 

-       piano interrato: 2.895 mq per spogliatoi;

-       piano terra: 2.150 mq per aule, pari a 916 posti per gli studenti;

-       primo piano: 13 sale riunioni, per 441 mq ed uffici dipartimentali;

-       700 mq di spazi per gli specializzandi e 35 stanze per i medici di guardia.

 

Ogni clinica nelle aree ospedaliere prevede inoltre spazi per riunioni. Il trasferimento della quasi totalità degli Istituti Clinici Universitari a Cona rappresenta un momento importante per l’Ateneo, per l’impatto che avrà sull’attività didattica, di ricerca ed assistenziale. Il trasferimento darà un impulso positivo sul versante assistenziale, legato alla nuova struttura e alle nuove tecnologie, in linea con i più prestigiosi nosocomi nazionali. Ci sarà un prevedibile miglioramento sulle ricerche cliniche che utilizzeranno tecnologie più avanzate rispetto a quelle attuali. Sotto il profilo didattico, un notevole numero di studenti (circa 2.200) afferirà al nuovo polo di Cona e potrà beneficiare di un miglioramento tecnologico degli strumenti didattici e di aule nuove e moderne.

 

 

La Sezione di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Ateneo

 

La Sezione di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Ateneo opera nell’ambito degli accordi esistenti tra Università di Ferrara ed Azienda Ospedaliero - Universitaria. Le attività della Sezione consistono in interventi rivolti al contenimento di situazioni di “rischio clinico” e alla valutazione dei sinistri d’interesse assicurativo. L’attività concerne anche situazioni d’interesse anti-giuridico e, come Sezione specificamente universitaria, prestazioni su richiesta diretta dell’Autorità Giudiziaria. Sono, in particolare, operativi i laboratori di Istologia ed Identificazione Forense (per lo studio con finalità forensi di frammenti tissutali), di Emogenetica Forense (per l’accertamento/esclusione dei rapporti parentali e, in generale, per la caratterizzazione di tracce “biologiche”), di Tossicologia Forense (per la diagnostica chimico-tossicologica in caso di intossicazione acuta e d’uso d’alcool/stupefacenti prevista dal Codice della Strada o per l’idoneità di lavoratori con mansioni a rischio). Presso la Sezione è operativo, inoltre, un ambulatorio medico-legale per gli accertamenti clinici e per le valutazioni medico-legali richieste al fine di accedere a particolari tutele di legge (ad esempio invalidità) o assicurative.

Oltre all’attività didattica svolta in vari ambiti disciplinari (medicina sociale, criminologia, psicopatologia forense, tossicologia forense, deontologia, etica medica, bioetica clinica), presso la Sezione vengono sviluppati numerosi progetti di ricerca, quali nel 2008:

 

- “Innovazione tecnologica in sanità: Aspetti medico-legali della telemedicina”;

- “Determinazione della transferrina carboidrato carente, isoforma IV, per il controllo dell’abuso alcolico cronico”;

- “Sviluppo di procedure analitiche per la caratterizzazione chimica del DNA in substrati biologici forensi degradati”;

- “Sistemi di protezione in odontoiatria (paziente, operatore, ambiente)”;

- “Determinazione ematica di anticoagulanti orali (dicumarolici): biodisponibilità e cinetica di anticoagulanti orali: concentrazioni ematiche e significatività di indicatori umorali del sistema emocoagulativo”;

- “Sistematizzazione metodologica dell’approccio tecnico in caso di violenza sessuale su minore

Criteriologia per la valutazione del racconto/testimonianza del minore”;

- “La responsabilità professionale del medico-chirurgo: esigenze di revisione sistematica, anche nella prospettiva dello spazio giuridico europeo”;

- “Applicabilità del sistema di classificazione ICF a disabilità da menomazione dell’apparato locomotorio”.

 

 

La collaborazione tra Università e sistema sanitario annovera, infine, un Comitato Etico Provinciale. Il Comitato, costituitosi attraverso una convenzione siglata nel dicembre 2006 e operativo dal primo marzo 2007, è composto da rappresentanti dell’Ateneo, dell’AOU e dell’Azienda USL di Ferrara. Superando il preesistente regime di coesistenza di più organismi sullo stesso territorio, il Comitato è finalizzato a garantire la tutela del diritto di protezione delle persone partecipanti a sperimentazione clinica. Provvede alla valutazione dei protocolli di sperimentazione clinica e farmacologica per gli aspetti rilevanti ai fini del giudizio etico e svolge funzione consultiva in relazione a questioni etico-deontologiche connesse con le attività scientifiche, cliniche e assistenziali. Il Comitato può inoltre proporre iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari relativamente a temi di bioetica, anche rivolte ai cittadini.

 

Nel corso del 2008 hanno avuto luogo 11 sedute del Comitato e sono stati valutati 133 studi, di cui 109 dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria (48 con sperimentatore universitario), 12 dell’Azienda USL e 12 dell’Università degli Studi di Ferrara. Sono stati, inoltre, rilasciati 5 Pareri Unici e 2 altri pareri non relativi a studi. Gli studi sponsorizzati da case farmaceutiche sono stati 40, quelli relativi al Programma di Ricerca Regione - Università 11, gli studi non profit (ISS-AIFA-Ministero) 11, quelli promossi da fondazioni ed enti no profit 22. Sono stati inoltre condotti 23 studi spontanei e 2 di uso compassionevole[3].

 

Per la gestione degli aspetti etici nella ricerca in campo medico-sanitario è costituito anche il Comitato Etico sulla sperimentazione animale (CEASA), interno all’Ateneo. Il Comitato, in accordo con la normativa statale e regionale, è finalizzato alla tutela degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici. Al Comitato spettano compiti di monitoraggio, indirizzo e valutazione in ordine ai progetti di ricerca che prevedono il ricorso alla sperimentazione animale a fini scientifici presentati da docenti universitari nonché, qualora la legislazione lo consenta, dalle Aziende Sanitarie o da altri soggetti. Il Comitato esamina i protocolli di ricerca che prevedono l’utilizzo di animali prima del loro inoltro al Ministero della Salute e agli altri Enti competenti, ed esprime su di essi un parere preventivo. Provvede, inoltre, al controllo dell’effettivo rispetto delle norme sull’idoneità degli stabilimenti utilizzatori e/o di allevamento dell’Ateneo, alla sorveglianza dello stato di benessere degli animali e al controllo dell’idoneità professionale degli operatori.

Nel 2008 il Comitato --  si è riunito tre volte ed ha svolto le seguenti attività:

 

  • ha richiesto, tramite i rispettivi responsabili, la chiusura di tre Stabulari (Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare; Dipartimento di Morfologia ed Embriologia - Sezione di Istologia ed Embriologia generale, Dipartimento di Morfologia ed Embriologia - Sezione di Anatomia). Il Ministero della Salute formalizzerà la chiusura nel nuovo Decreto di Autorizzazione degli Stabilimenti Utilizzatori;

 

  • ha preso in esame nove comunicazioni relative a sperimentazioni condotte nell’ambito di progetti di ricerca dell’Ateneo. Le comunicazioni sono state inoltrate al Ministero della Salute, in quanto gli esperimenti proposti non rientravano nei casi previsti dagli articoli 8 e 9 del Decreto Legislativo n. 116/92, relativo alla “Protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”;

 

  • ha preso in esame cinque richieste di sperimentazioni in deroga, relative a progetti di ricerca dell’Ateneo, approvando, per quattro di esse, l’inoltro al Ministero della Salute dopo aver giudicato la validità delle motivazioni dei relativi esperimenti ed aver verificato la conformità delle richieste di autorizzazione al dettato del D. Lgs. 116/92. Per l’unica richiesta di sperimentazione in deroga rimasta in sospeso, il Comitato Etico ha formulato alcuni rilievi mirato a condurre un più approfondito esame della richiesta. Quando necessario, il CEASA ha provveduto a richiedere ai titolari delle ricerche supplementi di istruttoria ed integrazioni delle domande di sperimentazione su animali, allo scopo di garantire al Ministero della Salute l’invio di tutte le informazioni indispensabili ad una corretta valutazione delle richieste presentate;

 

  • ha preso in esame, e accolto con favore, la possibilità di procedere, in conformità alla Circolare del Ministero della Sanità del 14 maggio 2001, n. 6, all’ adozione per finalità umanitarie degli animali da esperimento. Il Comitato ha quindi proceduto alla prima adozione di un coniglio non sottoposto a sperimentazione e ospitato presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Diagnostica – Sezione di Patologia Generale.

 

Nel mese di febbraio 2008 si è tenuta una visita da parte dei funzionari del Ministero della Salute, incaricati di svolgere un’ispezione presso gli Stabulari dell’Università. A seguito della visita ispettiva, il Ministero della Salute ha emanato un Decreto con il quale sono stati richiesti una serie di adeguamenti, alcuni di carattere generale e comuni a tutti gli Stabulari, altri di carattere specifico, riguardanti i singoli Stabilimenti utilizzatori. I lavori di adeguamento richiesti sono in via di completamento.

 

Nel maggio 2008 si è provveduto, infine, al rinnovo della composizione del Comitato: tutti i membri della precedente composizione sono stati confermati nel loro incarico.

 

 



[1] L. n. 213/71; L. n.200/74; D.P.R. n. 761/79; D. Lgs n. 502/92; D. Lgs. n. 229/99;  D. Lgs. n. 517/99, L.R. n. 6/04, L.R. N. 29/04.

[2] Il Protocollo è in attuazione dell’art. 9 della L.R. 23 dicembre 2004 n. 29.

[3] Studi clinici controllati presso una struttura ospedaliera. In particolare, l'uso “compassionevole” consente invece l'utilizzo di un farmaco sperimentale, dunque non ancora in commercio, quando sono state escluse o esaurite le altre soluzioni possibili per la cura della malattia.