5.4.1 La Camera Anecoica

ultima modifica 22/02/2010 09:08

La Camera Anecoica si configura come infrastruttura all’interno della quale condurre studi e ricerche nei diversi campi della comunicazione sonora. Realizzata all’interno dei Laboratori del Dipartimento di Ingegneria ed operativa dal mese di marzo 2008, la Camera consiste in un grande ambiente delimitato da superfici fonoassorbenti in grado di eliminare la quasi totalità delle riflessioni sonore. L’ambiente si caratterizza per un elevato isolamento acustico che riduce la presenza di rumori provenienti dall’esterno.

La nuova infrastruttura rappresenta il laboratorio nel quale misurare le caratteristiche di emissioni sonore di ogni tipologia di sorgente senza gli effetti indesiderati delle riflessioni delle pareti e dei rumori esterni. I segnali sonori rilevati in tali condizioni anecoiche contengono pertanto solo le informazioni che caratterizzano le emissioni di quella specifica sorgente, sia essa la voce umana, il suono di uno strumento musicale o il rumore emesso da una macchina. Dotata di innumerevoli potenzialità e data la sua valenza interdisciplinare, la Camera Anecoica può essere utilizzata per molteplici scopi, come, ad esempio, nelle ricerche sulla percezione uditiva e sugli effetti che una cattiva trasmissione può avere sull’intelligibilità di un messaggio sonoro e più generalmente sulle capacità di apprendimento scolastico. Oltre a queste utilizzazioni, principalmente orientate alla ricerca di base ed applicata, la Camera Anecoica trova ampio impiego nel campo della ricerca industriale e della certificazione acustica dei prodotti. Per queste specifiche applicazioni la Camera costituisce, quindi, un’importante risorsa per il territorio e per le imprese ai fini dello studio e dello sviluppo di prodotti più silenziosi e meno inquinanti.

 

Iniziata a metà degli anni ’90 grazie a finanziamenti congiunti dell’Ateneo e del CEMOTER (l’istituto del CNR di Ferrara, oggi IMAMOTER), la Camera Anecoica è stata completata  grazie a cofinanziamenti comunitari (DocUP Obiettivo 2000/2006 – Asse 2) e ad un finanziamento previsto nell’ambito di un Protocollo d’intesa siglato nel 2004 tra la Regione Emilia Romagna, la Provincia, il Comune e l’Università di Ferrara. Il protocollo prevedeva la realizzazione, nel territorio ferrarese, di laboratori di ricerca e centri per l’innovazione inseriti nel Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico (PRRIITT).