9.3 Il Sistema Museale di Ateneo
Nel 2006 l’Università ha avviato un progetto di organizzazione e di valorizzazione dei propri beni museali e archivistici, istituendo, a tal fine, un Sistema Museale Archivistico di Ateneo (SMA). Finalità principale dell’iniziativa è quella di valorizzare le risorse museali, storiche e archivistiche dell’Ateneo, attraverso un sistema organizzativo coordinato alle attività istituzionali della ricerca e della didattica e sviluppato nell’ambito della strategia di integrazione dell’Università nel territorio ferrarese. Il SMA, formalmente istituito nel 2007, è organizzato in tre Poli, con identità e funzioni specifiche:
- Palazzo Gulinelli – Polo Archivistico-librario;
- Palazzo Turchi Di Bagno – Polo Museale, destinato ad esposizioni permanenti e temporanee;
- Polo Scientifico-Tecnologico – Polo Museale didattico.
Al fine di valorizzare i beni storici e museali dell’Università, si è reso necessario, in via preliminare, un accurato lavoro di ricognizione dei beni di questa tipologia presenti in Ateneo, con l’obiettivo di verificare la corrispondenza fra i dati rilevati dal database del patrimonio e i beni museali conservati nelle diverse strutture universitarie.
La prima sede oggetto di ricognizione è stata, nel 2008, il Museo “P. Leonardi” di Paleontologia e Preistoria (già Museo del Dipartimento di Scienze della Terra), istituito nel 1964; il Museo attuale fu allestito a Palazzo Turchi di Bagno, quando l’Istituto di Geologia vi si trasferì da via Previati, dove si trovava associato al Museo Civico di Storia Naturale. Nelle quattro sezioni del Museo (Paleontologia dei Vertebrati, Preistoria, Paleontologia degli Invertebrati e Geologia Storica) sono esposti circa 2.150 oggetti: fossili originali o calchi, ricostruzioni degli scheletri di grandi vertebrati; reperti ossei, strumenti litici, ceramici o metallici, originali o riproduzioni, delle più antiche culture umane; modelli e ricostruzioni di animali fossili a scala diversa e calchi di sepolture umane preistoriche. Data la particolare natura di questi beni, e la conseguente mancanza del numero di inventario sul singolo oggetto, soprattutto quelli di piccole dimensioni, la loro identificazione nei registri inventariali ha presentato molte difficoltà; sono stati rinvenuti 1.203 cespiti correttamente caricati e descritti nel sistema patrimoniale dell’ateneo. Per gli altri, si sta proseguendo nel lavoro di controllo, tenendo conto dei numerosi inventari cumulativi di beni identificabili come collezioni costituite da un elevato numero di pezzi.
Il Museo è aperto ogni anno alle visite delle scuole materne, elementari e medie del territorio; la tabella 9.3 riepiloga i dati sulle visite registrati nei diversi anni scolastici.
|
Tabella 9.3 – Visite delle scuole al Museo P. Leonardi – dati di sintesi |
||||||
|
|
a.s. 2002/03 |
a.s. 2003/04 |
a.s. 2004/05 |
a.s. 2005/06 |
a.s. 2006/07 |
a.s. 2007/08 |
|
Numero di alunni che hanno visistato il Museo |
834 |
929 |
663 |
894 |
1.433 |
595 |
Il progetto triennale di ricognizione dei beni museali dell’ateneo proseguirà nel 2009 con il censimento della “Collezione instrumentaria di Fisica”, costituita da più di 200 strumenti scientifici di grande interesse museale e attualmente collocata presso il Polo Scientifico-tecnologico.
La scultura “Reditus ad origines” di Agapito Miniucchi presso il Polo Scientifico Tecnologico
Realizzata oltre venticinque anni fa per la città di Ferrara, l’opera “Reditus ad origines” (1979-83) dello scultore Agapito Miniucchi, è stata assemblata e completata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, della Berco S.p.A. e della Cassa Edile di Ferrara.
L’opera, di dimensioni monumentali, è composta da due sculture di forte impatto emotivo. Destinata originariamente all’area dello zuccherificio Eridania, trova ambientazione nello stesso luogo, oggi sede del Polo Scientifico Tecnologico dell’Ateneo. Particolarmente significativo il fatto che una sede universitaria – luogo di cultura, di ricerca e di sperimentazione dove si professa, in particolare, il sapere scientifico – accolga al suo interno, essendone a sua volta accolto, un segno ‘architettonico’ quale è l’opera di Miniucchi, portatore di un forte valore simbolico che allude al cammino iniziatico dell’uomo, alla ricerca delle proprie radici, per via di un attraversamento che può compiersi solo nell’incontro tra umanesimo e progresso, tra arte, cultura e scienza.
Particolarmente suggestiva, l’opera sembra lanciare una sfida allo spazio, ne rinnova il rapporto nel senso della comprensione, intervenendo al pari nella relazione percettiva da parte dello spettatore. Un’opera nella quale s’alternano buio e luce, sentimento di reclusione e respiro largo di una ritrovata libertà, costrizione alla solitudine, colloquio con la propria interiorità e apertura al mondo, alla forza invasiva dell’aria e della natura che la avvolgono.
