2. Alle Istituzioni e agli Enti locali
L’integrazione con gli stakeholder istituzionali
Per l’Università di Ferrara, l’interazione con il contesto sociale e istituzionale esterno assume un profondo significato, come evidenziato dalla mission, che individua nella responsabilità sociale verso il territorio il secondo asse di sviluppo strategico delle attività dell’Ateneo. L’importanza attribuita agli stakeholder del territorio si manifesta anche attraverso la previsione di rappresentanza di soggetti esterni nella struttura di governance dell’Ateneo: il nuovo Statuto ha previsto esplicitamente l’inserimento del Comitato dei Sostenitori fra gli organi di Ateneo. Il Comitato è stato costituito nel dicembre del 2004 mediante la sottoscrizione di un atto di adesione da parte dei rappresentanti del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara, della Camera di Commercio per l’Industria, l’Artigianato e l’Agricoltura di Ferrara, della Cassa di Risparmio di Ferrara, della Cassa di Risparmio di Cento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento.
Nel 2008, per il quarto anno, il Comitato, pur nella difficile situazione finanziaria che ha interessato gran parte degli enti partecipanti, ha contribuito finanziariamente all’attività di ricerca scientifica dell’Ateneo, ottemperando al proprio scopo di promuovere un efficace collegamento con le realtà culturali, sociali e produttive del territorio ferrarese, favorendo lo sviluppo delle attività dell’Università e delle ricadute derivanti da tali attività.
Composizione e attività del Comitato dei Sostenitori sono descritte nel paragrafo 6.4 del Bilancio sociale.
I focus group territoriali
Fra i principali obiettivi del Bilancio sociale vi è quello di contribuire allo sviluppo durevole dei rapporti con tutti i soggetti con cui l’Ateneo interagisce, i cui interessi ed attese influenzano e sono reciprocamente influenzati dalle attività dell’Università. A tale scopo si è proceduto, nei mesi di maggio e giugno 2009, alla realizzazione di una serie di focus group ed incontri dedicati ai territori di Rovigo, Cento, Pieve di Cento, Faenza, Codigoro, Rovereto, Argenta e Bolzano, principalmente finalizzati a far emergere e a discutere le aspettative dei diversi portatori di interesse nei confronti del ruolo dell’Università e delle attività che essa svolge sul territorio.
Il focus group a Rovigo
Il focus group, che si è svolto a Rovigo il 14 maggio 2009 presso la sede del Consorzio Universitario Rovigo (C.U.R.), ha registrato le seguenti conclusioni:
- apprezzamento e soddisfazione per le attività svolte dall’Università sul territorio rodigino e per i risultati conseguiti sia in termini didattici (numero di studenti iscritti e loro soddisfazione, percentuale di studenti laureati e di studenti iscritti in corso), che di filoni di ricerca sviluppati.
- molto positivo è stato giudicato il ruolo che la Scuola di formazione per una consapevole cultura costituzionale svolge per la crescita socio-culturale di Rovigo e del suo territorio.
- relativamente al tema del depotenziamento delle sedi decentrate universitarie, gli interlocutori territoriali hanno espresso apprezzamento per la linea di condotta dell’Università, basata sulla volontà di integrare e coinvolgere le sedi del territorio e non di decentrare.
- è stata segnalata l’esistenza di spazi di crescita per la sede di Rovigo – da sfruttare attraverso la diversificazione dell’attività didattica e di ricerca, anche trasferendo presso la sede di Rovigo alcune delle attività svolte presso la sede centrale di Ferrara – e manifestata la volontà di specializzazione dell’offerta formativa in direzione del diritto comunitario.
- la presenza di una sede dell’Università sta diventando un elemento economico significativo per Rovigo e per il sistema economico rodigino, privo di specifica specializzazione produttiva. Sulla base di questa considerazione, è stata avanzata la necessità di conoscere e quantificare, in termini economici, le ricadute sulla città derivate alla presenza dell’Università, per poi procedere ad un’azione più efficace di comunicazione e di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni e comunità locali.
- necessità di sfruttare le sinergie derivanti dalla rendicontazione condivisa con altri attori del territorio dotati di sistemi di rendicontazione sociale (bilanci di missione, sociali, etc.).
I focus group di Cento e Pieve di Cento
Il focus group si è svolto il 14 maggio 2009, presso la sede della Fondazione Ca.Ri.Cento.
Per quanto riguarda l’incontro con Cento il confronto ha toccato i seguenti punti di discussione:
- data l’elevata concentrazione sul territorio centese di piccole e medie imprese, soprattutto nel settore meccanico-manifatturiero, il rapporto con l’Università si è sviluppato nella direzione della ricerca applicata, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, portando alla nascita di progetti di ricerca congiunti.
- le ricadute sul territorio non si limitano alla formazione di competenze specializzate per l’imprenditoria locale, ma si traducono anche in uno stimolo alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione a livello locale, nonché alla diffusione di nuove tecnologie Particolarmente positivo è stato giudicato il dato degli studenti, circa 25 all’anno, che possono arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e competenze con periodi di stage presso aziende del territorio. E’ inoltre emerso chiaramente che la quasi totalità dei laureati triennali prosegue gli studi nella laurea specialistica.
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Tirocini e Tesi a Cento – Dati di sintesi a.a. 2001/02 - 2007/08 |
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Progetto tirocinio e tesi: circa 4 mesi di permanenza in azienda (500-600 ore totali) |
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46 imprese coinvolte 315 studenti iscritti 205 tirocini svolti 209 laureati (75% circa degli iscritti) |
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23 laureati assunti in aziende del territorio |
- a fronte del riconoscimento della capacità di integrazione tra le attività di formazione e le istanze del territorio, sono stati sollevati e discussi due temi rispetto ai quali vi sono potenziali ambiti di miglioramento dell’offerta didattica:
- le imprese vedrebbero con favore il trasferimento dell’orientamento tecnologico-gestionale dalla laurea triennale alla laurea magistrale.
- il basso numero di iscritti ai corsi di laurea di ingegneria attivati sul territorio e la conseguente carenza di risorse umane suggerisce il miglioramento dell’orientamento in entrata alla formazione universitaria, prediligendo le scuole tecniche e gli istituti professionali.
Per quanto riguarda l’incontro con Pieve di Cento il confronto ha toccato i seguenti punti di discussione:
- immediata occupazione dei laureati presso strutture private e, a sei mesi dalla laurea, presso le USL di Ferrara e Bologna, i due grandi poli occupazionali di riferimento per i neo-laureati di Pieve di Cento. Gli studenti hanno mostrato in questi anni facilità di inserimento negli ospedali di Cento e dei comuni limitrofi, attraverso esperienze legate a tirocini formativi, con ricadute giudicate da essi stessi molto positive sulle proprie competenze.
- impatto positivo che la presenza del corso di laurea in infermieristica esercita sulla cittadina in termini economici e culturali.
Il rapporto con gli stakeholder di Faenza, Codigoro e Rovereto
Gli incontri con gli interlocutori di Faenza, Codigoro e Rovereto si sono svolti il 13 maggio 2009 presso il Rettorato dell’Università.
Per quanto riguarda l’incontro con Faenza, il confronto ha sottolineato il ruolo che l’Ateneo ferrarese svolge in termini di ricaduta sul territorio: l’attività di formazione presso la sede di Faenza relativa al corso di laurea in fisioterapia, rappresenta un esempio di come l’Università sappia creare valore aggiunto a livello regionale e non solo provinciale. Gli studenti frequentano a Ferrara gli insegnamenti di base del primo semestre del primo anno (materie di base quali chimica, fisica, etc.), mentre dal secondo semestre ha inizio una ‘full immersion’ nella sede di Faenza.
I dati relativi al corso di laurea in Fisioterapia presso la sede di Faenza danno conto della forte capacità attrattiva del corso faentino e della forte motivazione degli studenti.
In particolare:
- gli iscritti nel corso degli anni mostrano un andamento positivo e costante, con provenienza anche extra-regionale.
- gli iscritti fuori corso risultano praticamente nulli, sia perché si tratta di un corso a numero chiuso e quindi selettivo, sia perché gli studenti sono costantemente seguiti e supportati.
- molto positivo risulta anche il numero di abbandoni, praticamente nullo.
- i laureati beneficiano di un buon assorbimento sul territorio, grazie alla presenza in zona di stabilimenti termali (come, ad esempio, Bagno di Romagna). Altri si collocano in strutture dell’USL di Ravenna.
Con riferimento all’incontro svoltosi con Codigoro, la presenza del corso di laurea in Infermieristica presente nel comune della provincia ferrarese registra un numero di iscritti in aumento negli anni ed il numero di abbandoni quasi nullo. Il dato sull’occupabilità è particolarmente positivo in quanto i laureati trovano facilmente impiego nelle numerose case di riposo per anziani presenti sul territorio e negli ospedali limitrofi, in particolare quelli del Delta del Po, di Argenta e di Copparo. E’ stato sottolineato l’importante contributo che la presenza dell’Ateneo aggiunge alla riflessione che la municipalità di Codigoro sta portando avanti su una strategia per contrastare l’invecchiamento della popolazione locale ed il declino demografico.
In particolare:
- la formazione in ambito informatico, per favorire lo sviluppo di impresa e l’innovazione della pubblica amministrazione.
- ulteriori sviluppi nella formazione in ambito sanitario, vista la presenza sul territorio di importanti poli ospedalieri.
Con riferimento all’incontro svoltosi con Rovereto, sono stati accolti positivamente i dati sul corso di laurea in Educatore Professionale Sanitario, importante figura professionale riconosciuta dal sistema sanitario nazionale. Il numero degli iscritti risulta costantemente in crescita negli anni e si caratterizza per una provenienza quasi esclusiva dalla Regione Trentino-Alto Adige, e per circa il 75% dalla Provincia Autonoma di Trento. Altri dati positivi provengono dal numero di studenti iscritti fuori corso e di abbandoni, entrambi molto bassi. Nel 2009 vi saranno le prime lauree del corso e, per la prima sessione, è stata stimata una percentuale di laureandi del 90%. Quanto all’occupabilità, si stima che un numero elevato dei laureati sarà occupata subito dopo la laurea e la restante nei mesi immediatamente successivi.
E’ stato infine sottolineato come tale corso di laurea sia il frutto di una spinta proveniente dal territorio come dimostra l’istituzione di un tavolo comune tra Università di Ferrara e Azienda Sanitaria Provinciale, mirato a stimare il fabbisogno della figura dell’Educatore Professionale Sanitario all’interno delle strutture sanitarie locali.
L’Ateneo e i territori di Argenta e Bolzano
La presenza territoriale dell’Università si completa, infine, con l’attività didattica erogata a Bolzano e ad Argenta. Gli incontri con i referenti territoriali hanno avuto luogo, il 28 maggio per Bolzano, mentre per Argenta, in considerazione degli incontri a frequenza mensile con la Commissione di indirizzo e coordinamento dell’accordo di programma con il Comune di Argenta, non è stato necessario convocare uno specifico focus group. Relativamente al corso di Laurea in Fisioterapia attivato a Bolzano, il numero degli iscritti ha fatto registrare un aumento costante negli anni, con un bacino di utenza prevalentemente regionale. Il dato sugli iscritti fuori corso risulta molto positivo essendo il loro numero quasi nullo, come anche il tasso di abbandono. Il numero dei laureati risulta pressoché costante, mentre si rileva un’elevata elevata occupabilità dei laureati, che trovano immediatamente un impiego, ovvero nell'arco di 2-3 mesi, sia nel settore sanitario pubblico che nel privato, anche oltre confine (Austria).
Con riferimento alla sede di Argenta, si registra il consolidamento delle relazioni tra Ateneo e Comune con l’individuazione, attraverso una convenzione siglata nel 2005, di Argenta quale polo didattico ufficiale dell’Ateneo per l’e-learning.
I dati sui tre corsi di laurea triennale a distanza attualmente attivi presso Argenta (Tecnologo della comunicazione, Operatore del turismo culturale e Scienze dei beni culturali), hanno rivelato una diminuzione degli iscritti nell’a.a 2007/08 rispetto ai due accademici anni precedenti. A fronte di tale dato tuttavia, è diminuito significativamente il numero di abbandoni. Le attività formative legate al post lauream interessano soprattutto l’area della formazione degli insegnanti e degli operatori sociali e l’area delle nuove tecnologie nella comunicazione. Nel 2008 le attività hanno riguardato i seguenti ambiti: Teoria e tecniche di produzione di materiali per la didattica; Comunicazione e Giornalismo Scientifico; Tutela, Diritti e protezione dei minori; Aspetti didattici e tecnologici della valutazione dell’apprendimento; Teoria e tecniche scolastica degli alunni con diversabilità, per un numero di iscritti complessivo pari a 662.
I focus group con gli stakeholders territoriali sono descritti in dettaglio nel paragrafo 6.2 del Bilancio sociale.
Il Centro di Ateneo per l’Agricoltura di pianura – Agriunife
Il Centro di Ateneo per l’Agricoltura di pianura – AgriUnife mira a sostenere la promozione agro-industriale nel territorio ferrarese, tramite il trasferimento di know-how nei settori di maggiore interesse per le economie agricole territoriali, la promozione della ricerca applicata e il potenziamento delle tecnologie più idonee al tessuto sociale ed economico.
L’idea di istituire un centro di Ateneo per l’agricoltura di pianura, quale punto di contatto tra la ricerca universitaria e le attività produttive del settore agricolo ferrarese, è nata nel 2005, in ragione della grande rilevanza economica che il settore riveste per il territorio. Il centro, istituito nel 2007, opera all’interno del Parco Scientifico per le Tecnologie Agro-industriali (ParcAgri) e rappresenta il raccordo tra le ricerche agrarie scientifiche di base dell’Università e le attività nel campo dell’agricoltura sperimentale svolte dalla Fondazione Navarra.
Tra gli obiettivi principali della struttura vi sono la proiezione, il coordinamento e la divulgazione delle ricerche agro-alimentari per lo sviluppo dell’agricoltura di pianura. In quest’ottica, nel 2008 il centro è stato soggetto proponente della domanda di finanziamento relativa al progetto AGRI-PORT (II stralcio). In collaborazione con la Provincia di Ferrara, Agriunife ha presentato inoltre diversi progetti di ricerca nell’ambito dei principali bandi di finanziamento a livello regionale, nazionale ed europeo.
Il Centro Agriunife è descritto in dettaglio nel paragrafo 6.3 del Bilancio sociale.
Il Progetto “Centro Studi Ermitage”
Sin dalla fine del 2005, l’Ateneo ha aderito all’iniziativa della Provincia finalizzata alla realizzazione a Ferrara di un centro scientifico e culturale Ermitage Italia, in collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Il progetto è stato avviato formalmente nel febbraio 2007, attraverso la sottoscrizione, a San Pietroburgo, di un Protocollo di Intesa fra la Provincia di Ferrara, il Comune di Ferrara, la Regione Emilia Romagna e il Museo Ermitage.
Il 2008 è stato il primo anno di attività, durante il quale la Fondazione ha realizzato la mostra monografica dedicata a Benvenuto Tisi da Garofalo, uno dei principali protagonisti della cultura figurativa ferrarese del Cinquecento, di cui il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo conserva un importante nucleo di opere. Allestita nelle sale del Castello Estense dal 5 aprile al 20 luglio, l’iniziativa ha coinvolto le più importanti istituzioni europee, dalla National Gallery di Londra, alla Gemäldegalerie di Dresda, al Museo del Louvre di Parigi, con l’obiettivo di riunire un cospicuo e quanto più completo corpus di opere dell’artista.
L’attività di ricerca, che fin dall’inizio è stata presentata come fine precipuo della Fondazione, ha già raggiunto importanti risultati scientifici grazie alle prime borse di studio erogate, i cui esiti sono stati presentati dagli studiosi italiani e russi nel corso di due giornate dedicate ad ottobre 2008 e gennaio 2009.
La collaborazione della Fondazione Ermitage e l’Università, in particolare con i Dipartimenti di Scienze Storiche e di Scienze Umane, ha permesso di organizzare, nell’ottobre del 2008, altre due giornate di studio, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, dal titolo Le tentazioni dell’“ermitage”. Ideali ascetici e invenzioni architettoniche dal Medioevo all’Illuminismo, rivolte ad analizzare la storia del concetto di eremitaggio e a cui hanno partecipato studiosi italiani e stranieri.
Nel 2008 la Fondazione Ermitage Italia ha intrapreso l’opera di revisione del catalogo delle opere d’arte del Seicento conservate all’Ermitage, con l’obiettivo di pubblicare, entro il 2009, il catalogo di questo imponente numero di pitture. L’iniziativa coinvolge ricercatori che, in questo contesto, indagano anche i temi relativi alla storia del collezionismo in ambito italiano ed europeo, partendo dall’analisi delle importanti raccolte e avvalendosi del supporto del Dipartimento di Scienze Storiche, da anni attivamente coinvolto in studi inerenti la storia del collezionismo. Dopo aver organizzato nel 2006 un primo seminario rivolto al collezionismo dei centri minori, nel novembre 2008 ha avuto luogo un convegno dedicato al Collezionismo e mercato negli Stati Estensi e nella Legazione di Ferrara.
Il Progetto Centro Studi Ermitage è descritto in dettaglio nel paragrafo 9.2 del Bilancio sociale.
L’interazione con il sistema sanitario locale
Un ambito di relazione con le istituzioni particolarmente significativo sotto il profilo sociale è rappresentato dalla stretta integrazione fra risorse universitarie e sistema sanitario locale. L’integrazione interessa molteplici attività: il personale universitario eroga servizi di assistenza e contribuisce al coordinamento delle attività ospedaliere del territorio; i risultati delle attività di ricerca conducono a definire modalità di trattamento innovative di alcune patologie; il personale universitario, oltre ad espletare una parte consistente della propria formazione presso le strutture sanitarie del territorio, coopera con queste per l’erogazione di alcune attività didattiche.
L’Ateneo è direttamente impegnato al raggiungimento ed al mantenimento degli obiettivi di salute del territorio, agendo in stretta sintonia con le aziende sanitarie di riferimento e in particolare con l’Azienda Ospedaliero - Universitaria “Sant’Anna” (AOU), che costituisce una realtà parte integrante dell’Università per lo svolgimento sia delle attività di assistenza, diagnosi e cura che per le attività di ricerca clinica. L’integrazione con l’AOU rientra nella più ampia attività di collaborazione con il Sistema Sanitario Regionale (SSR) che – in coerenza con quanto disposto dalla L.R. n. 29/2004 per la realizzazione della collaborazione fra SSR e Università – consente alle risorse professionali dell’Ateneo di mettere a disposizione le proprie competenze nel campo dell’assistenza, del coordinamento delle attività ospedaliere, delle modalità di trattamento delle diverse patologie, come descritto nella sezione del Bilancio dedicata al rapporto con il territorio.
Le tabelle di seguito riepilogano i dati sulle unità di personale dell’Ateneo che svolgono attività in convenzione con il sistema sanitario, in conformità con la normativa nazionale e regionale[1].
|
Numero di docenti di area medica che esercitano presso strutture AOU e AUSL di Ferrara |
||||||
|
|
2006 |
2007 |
2008 |
|||
|
DOCENTI |
AOU |
AUSL* |
AOU |
AUSL* |
AOU |
AUSL* |
|
Professori Ordinari |
31 |
4 |
31 |
3 + 1** |
31 |
3 |
|
Professori Associati |
28 |
2 |
30 |
2 |
28 |
2 |
|
Ricercatori |
48 |
1 |
47 |
1 |
51 |
2 + 1** |
|
Assistenti |
5 |
0 |
5 |
0 |
5 |
0 |
|
Totale |
112 |
7 |
113 |
6 + 1** |
115 |
7 + 1** |
|
* Il numero di docenti indicato nella colonna AUSL (Azienda Unità Sanitaria Locale) si riferisce a personale che, pur essendo in convenzione con l'AOU (Azienda Ospedaliero-Universitaria) e dunque conteggiato anche in tale colonna, svolge incarichi anche per l'AUSL. ** DocentI che svolgono attività solo per l'AUSL. |
||||||
|
Unità di personale dell’Ateneo che svolge attività in convenzione |
|||
|
|
Unità di Personale in convenzione |
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|
Tipologia |
2006 |
2007 |
2008 |
|
Professori Ordinari |
31 |
31 |
31 |
|
Professori Associati |
28 |
30 |
28 |
|
Ricercatori |
48 |
47 |
51 |
|
Assistenti |
5 |
5 |
5 |
|
Personale T.A.* |
50 |
50 |
48 |
|
TOTALE |
162 |
163 |
163 |
(* Personale Tecnico-Amministrativo dell'Ateneo che svolge in convenzione attività con
ricaduta assistenziale)
La descrizione dettagliata dei rapporti con le istituzioni e le strutture sanitarie locali è contenuta nei paragrafi 6.4 e 10.3 del Bilancio sociale.
Il Capitale Relazionale dell’Ateneo- Indicatori di crescita e rinnovamento
Il capitale relazionale rappresenta la componente esterna del capitale intangibile e comprende tutte le relazioni tra l’Ateneo e i soggetti coinvolti nelle attività di ricerca, sia in qualità di partner nei progetti nazionali e internazionali, che di aziende e di società spin-off con cui l’Ateneo collabora, trasferendo al territorio i risultati delle attività di ricerca e valorizzando sul mercato il know how e le tecnologie sviluppati internamente. Le tabelle successive riepilogano l’insieme delle relazioni tra l’Ateneo e i partner nelle attività di ricerca, in termini di numero e di tipologia di soggetti con cui sono attive collaborazioni e di accordi stipulati.
Intangibles
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CAPITALE RELAZIONALE - Partner dell’Università di Ferrara |
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Tipologia di partner |
2006 |
2007 |
2008 |
Note |
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|
Università |
76 |
87 |
85 |
Università nazionali ed internazionali |
|||
|
Altri Enti |
79 |
87 |
129 |
Istituzioni nazionali e locali (Italia ed estero), fondazioni, centri di ricerca, etc. |
|||
|
Soci spin-off |
63 |
68 |
95 |
I partner soci spin-off considerati sono sia persone fisiche che società: 2006: 48 persone fisiche e 15 società 2007: 53 persone fisiche e 15 società 2008: 79 persone fisiche e 16 società |
|||
|
Aziende con cui si co-brevetta |
0 |
1 |
3 |
|
|||
|
|
|||||||
|
CAPITALE RELAZIONALE - Accordi di collaborazione all’estero e convenzioni (nuove sottoscrizioni nell’anno) |
|||||||
|
Tipologia di accordi |
2006 |
2007 |
2008 |
||||
|
Convenzioni di ricerca |
6 |
9 |
8 |
||||
|
Accordi di collaborazione all’estero** |
0 |
1 |
0 |
||||
|
Contratti conto-terzi |
3 |
3 |
0 |
||||
(** Accordi non rientranti fra i contratti UE – per il dettaglio si rimanda all’apposita sezione VII)
Il Capitale Relazionale dell’Ateneo è descritto in dettaglio nel paragrafo 3.4 del Bilancio sociale.
[1] L. n. 213/71; L. n.200/74; D.P.R. n. 761/79; D. Lgs n. 502/92; D. Lgs. n. 229/99; D. Lgs. n. 517/99, L.R. n. 6/04, L.R. N. 29/04.
