5. …E al Cittadino di Ferrara

ultima modifica 23/02/2010 09:19

La realizzazione della Città Universitaria

 

L’Università di Ferrara ha proposto il proprio piano di sviluppo come parte integrante della crescita di una Città che ha assunto come propria vocazione la promozione della cultura e della ricerca ai massimi livelli.

In questo senso il progetto di “città universitaria” - secondo il modello di pochi e selezionati esempi in Europa - implica una forte integrazione fra le iniziative delle diverse Istituzioni ed un loro incardinamento nel Piano strategico e nel Piano di sviluppo e qualificazione urbanistica della Città.

Le più recenti iniziative intraprese dall’Ateneo ferrarese sono state realizzate con un’intesa fra le Istituzioni locali.

Il processo di coordinamento istituzionale è codificato nello stesso Statuto della Università, che prevede esplicitamente il “Comitato dei Sostenitori”: le istanze cittadine vi sono presenti, e da qui rappresentate anche nel rinnovato Consiglio di Amministrazione, in cui siede il Vice-Presidente del Comitato stesso e, su indicazione della Università, il Sindaco in rappresentanza del Governo.

La piattaforma scientifico-tecnologica è costituita dalla rete dei “Poli”, sede dell’attività didattica, di ricerca, di trasferimento tecnologico e promozione di nuova attività produttiva. Entro le mura, nel tessuto urbano, vi sono le attività del Polo del Patrimonio culturale , e di Scienze della Vita, nella specificazione del Polo Chimico-biomedico collocato fra il S. Anna ed il Mammouth. Gli altri Poli si sviluppano nel cerchio esterno: il Polo scientifico tecnologico all’ex-Eridania, il Polo agroindustriale ed ambientale a Malborghetto di Boara, il Polo di Scienza della Vita, nella specificazione di ricerca ed assistenza clinica a Cona.

A questa piattaforma si sovrappone quella della accoglienza e dei servizi agli studenti, ai ricercatori ed ai docenti, ed il Polo Sportivo, nell’area del Parco Urbano, altrettanto essenziali allo sviluppo della Città universitaria.

Le due piattaforme universitarie si integrano con le due piattaforme proprie di “Ferrara città della cultura e della conoscenza”, quella dell’offerta di servizi alla persona ed alla comunità, e quella dell’offerta di eventi culturali.

 

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La descrizione dettagliata del progetto Città Universitaria è contenuta nel paragrafo 6.6 del Bilancio sociale.

Il Progetto “Patrimonio Culturale”

L’Ateneo guarda da lungo tempo con attenzione al tema del patrimonio culturale, nei suoi diversi aspetti e valenze per il territorio e per la società. La riflessione intorno alla centralità del patrimonio culturale ha condotto nel 2006 alla creazione di un gruppo di ricerca per la realizzazione di uno specifico “Progetto Patrimonio Culturale”. L’iniziativa si propone di sviluppare un’azione di ricerca centrata sul tema del patrimonio culturale in chiave integrata e interdisciplinare, con un orientamento rivolto non solo al passato, ma anche al futuro, per favorire lo sviluppo di iniziative e attività di ricerca innovative.

Nel 2008 il gruppo di ricerca sul patrimonio culturale ha proseguito e rafforzato le attività ed i progetti avviati nel 2007. In particolare, i Dipartimenti di Architettura, Biologia ed Evoluzione, Economia, Ingegneria, Scienze storiche, e Scienze della Terra hanno proseguito i lavori di studio, ricerca e collaborazione per la realizzazione di un importante convegno, svoltosi il 30 marzo 2009, dal titolo “Competenze e Strumenti per il Patrimonio Culturale del Territorio Ferrarese. Una prospettiva di ricerca interdisciplinare”. L’evento, svolto in collaborazione con il Comitato dei Sostenitori dell’Università, ha contribuito a rendere ancor più evidenti le linee direttrici che guidano tutta l’attività del gruppo di ricerca sul patrimonio culturale:

 

-       rafforzare il ruolo centrale dell’Ateneo, in termini di produzione e trasmissione dei saperi, con uno sguardo rivolto sia al passato che al futuro;

-       affacciarsi direttamente e pubblicamente sull’intero territorio di città e provincia, e favorire il raccordo non solo con il mondo universitario e scientifico e con le comunità locali, ma anche con i soggetti istituzionali, forti presenze impegnate in prima persona ed attivamente sul territorio ferrarese.

 

 

Il Progetto Patrimonio Culturale è descritto in dettaglio paragrafo 9.2 del Bilancio sociale.

 

Il Sistema Museale di Ateneo

 

Nel 2006 l’Università ha avviato un progetto di organizzazione e di valorizzazione dei propri beni museali e archivistici, istituendo, a tal fine, un Sistema Museale Archivistico di Ateneo (SMA). Finalità principale dell’iniziativa è quella di valorizzare le risorse museali, storiche e archivistiche dell’Ateneo, attraverso un sistema organizzativo coordinato alle attività istituzionali della ricerca e della didattica e sviluppato nell’ambito della strategia di integrazione dell’Università  nel territorio ferrarese. Il SMA, formalmente istituito nel 2007, è organizzato in tre Poli, con identità e funzioni specifiche:

 

-       Palazzo Gulinelli – Polo Archivistico-librario;

-       Palazzo Turchi Di Bagno – Polo Museale, destinato ad esposizioni permanenti e temporanee;

-       Polo Scientifico-Tecnologico – Polo Museale didattico.

 

Al fine di valorizzare i dei beni storici e museali dell’Università, si è reso necessario, in via preliminare, un accurato lavoro di ricognizione dei beni di questa tipologia presenti in Ateneo, con l’obiettivo di verificare la corrispondenza fra i dati rilevati dal database del patrimonio e i beni museali conservati nelle diverse strutture universitarie.

La prima sede oggetto di ricognizione è stata, nel 2008, il Museo “P. Leonardi” di Paleontologia e Preistoria (già Museo del Dipartimento di Scienze della Terra), istituito nel 1964; il Museo attuale fu allestito a Palazzo Turchi di Bagno, quando l’Istituto di Geologia vi si trasferì da via Previati, dove si trovava associato al Museo Civico di Storia Naturale.

 

Visite delle scuole al Museo P. Leonardi – dati di sintesi

 

a.s. 2002/03

a.s. 2003/04

a.s. 2004/05

a.s. 2005/06

a.s. 2006/07

a.s. 2007/08

Numero di alunni che hanno visitato il Museo

834

929

663

894

1.433

595

 

I l progetto triennale di ricognizione dei beni museali dell’ateneo proseguirà nel 2009 con il censimento della “Collezione instrumentaria di Fisica”, costituita da più di 200 strumenti scientifico di grande interesse museale e attualmente collocata presso il Polo scientifico-tecnologico.

 

La descrizione dettagliata del Sistema Museale di Ateneo è contenuta nel paragrafo 9.3 del Bilancio sociale.

Le strutture e le attività di ricerca dell’Ateneo in campo medico e sanitario

 

Attraverso l’attività di ricerca, l’Ateneo è continuamente impegnato nel consolidamento e nell’espansione di nuove conoscenze in campo medico e sanitario che possano avere ricadute sia immediate che in prospettiva in campo assistenziale e didattico. In questi anni, l’Università ha investito molte risorse per la valorizzazione e lo sviluppo delle proprie competenze in diversi ambiti scientifici, anche avvalendosi di importanti strutture e centri di ricerca, tra cui:

 

-       il Centro di Servizio e Ricerca per lo studio della Menopausa e Osteoporosi. Il Centro, attivo dal 1998, è afferente al Dipartimento di Scienze Biomediche e Terapie Avanzate – Sezione di Ginecologia dell’Università di Ferrara – e trova attualmente collocazione in spazi extra-ospedalieri messi a disposizione dall’AUSL di Ferrara. Le attività istituzionali sono specificatamente rivolte alle tematiche inerenti la menopausa e l’osteoporosi postmenopausale e sono documentate da oltre 300 pubblicazioni scientifiche.

-       il Centro Malattie Vascolari. Istituito nel 2004, il Centro opera nel campo della ricerca interdisciplinare per lo studio delle malattie vascolari e delle malattie degenerative con coinvolgimento del sistema vascolare. Scopi della struttura sono l’attività di ricerca, prevenzione, educazione sanitaria, diagnosi e terapia delle malattie del sistema vascolare periferico e la messa a disposizione di soggetti pubblici o privati di servizi connessi a tale ricerca. L’attività del Centro è rivolta soprattutto alla riabilitazione dei pazienti arteriopatici, flebopatici e linfopatici, allo studio e alla cura delle malformazioni vascolari complesse associate a patologie severe come la sclerosi multipla, della diagnostica genetica ed emodinamica e allo sviluppo di trattamenti mininvasivi.

-       il Centro Interuniversitario per l’eccellenza nella comunicazione in oncologia e cure palliative (CIRECO) in collaborazione con L’Università di Roma La Sapienza. Approvato dagli organi universitari nel 2008, il Centro si pone come punto di riferimento per la ricerca e la formazione in un ambito specialistico che implica ricadute importanti in termini di qualità di vita per i pazienti e di benessere soggettivo per il personale sanitario in ambito oncologico e palliativistico. Gli obiettivi del Centro sono di promuovere e coordinare ricerche su implicazioni psicosociali, psicobiologiche e psicopatologiche delle patologie oncologiche, approfondendo gli aspetti relativi alla comunicazione e a tutte le aree connesse all’assistenza e alla cura delle persone con tumore (ad es.: radioterapia, chirurgia oncologica, ematologia).

La descrizione dettagliata delle strutture e delle attività di ricerca dell’Ateneo in campo medico sanitario è contenuta nel paragrafo 10.2 del Bilancio sociale.

I progetti di ricerca in campo medico e sanitario

 

I principali ambiti nei quali l’Ateneo opera sono quelli delle cellule staminali, farmaceutico, delle nanotecnologie applicate al trattamento della sordità, nonché dello studio delle malattie vascolari e delle malattie degenerative con coinvolgimento del sistema vascolare. Tra i progetti in corso più significativi vanno menzionati:

 

-       il Progetto “Studio nazionale multicentrico randomizzato controllato in doppio cieco volto a valutare la non inferiorità dell’associazione Budesonide/Formoterolo al bisogno rispetto all’ associazione Budesonide/Formoterolo assunto regolarmente 2 volte al giorno più terbutalina al bisogno nei pazienti con asma lieve-moderato persistente”

Il progetto nasce dalla proposta di un nuovo protocollo clinico effettuata dall’Università di Ferrara all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che l’ha approvato all’interno dei Bandi AIFA 2006. Lo studio prevede la partecipazione di 31 centri italiani – 20 strutture universitarie e 11 strutture ospedaliere – coordinato dalla Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Ateneo. Scopo dello studio è quello di valutare l’efficacia dell’uso, solo in caso di bisogno, della terapia inalatoria dell’asma e di verificare se questa strategia terapeutica possa sostituire, per l’intero arco di vita del paziente, la terapia regolare quotidiana dell’asma bronchiale di entità moderata. La volontà di procedere a tale ricerca scaturisce dalla crescente preoccupazione nella comunità scientifica internazionale sui potenziali effetti collaterali legati all’uso regolare per via inalatoria dei farmaci.

 

-       il Progetto “Nanoear”

Dal 2006 l’Ateneo è coinvolto, attraverso il proprio Laboratorio di Ricerca per la Protezione, Plasticità e Rigenerazione Uditiva, nel Progetto europeo “Nanoear”, rivolto allo studio delle nanotecnologie applicate alla trattamento della sordità. Il progetto prevede la produzione e l’utilizzo di nanoparticelle (NPS) che siano in grado di agire su bersagli definiti; in particolare, la ricerca mira a realizzare particelle rivestite di molecole in grado di indirizzare farmaci, geni o staminali verso le cellule da trattare, che siano inoltre biodegradabili, rintracciabili in vivo e capaci di dare un rilascio controllato delle sostanze che trasportano. A tale scopo, il progetto prevede l’intervento e la collaborazione di più gruppi di ricerca con diverse competenze, coinvolti in una o più delle tre fasi previste:

 

  • produzione delle nanoparticelle;
  • test di tossicità, biodegradabilità e rilascio in vitro;
  • test di tossicità, rilascio e tracciabilità in vivo.

 

Nel corso del 2007 nel Laboratorio dell’Ateneo è stata testata la tossicità di una ventina di NPS (costruite con diverso materiale) su linee cellulari di feocromocitoma di ratto (PC12), utilizzando tecniche di morfologia e citofluorimetria. Solo un tipo di materiale ha dato risultati positivi, per cui, nel 2008, è proseguita l’analisi delle stesse NPS associate a farmaci.

In particolare è stato messa a punto l’analisi dell’up-take delle NPS, al fine di verificare quali comparti cellulari sono coinvolti nell’internalizzazione e nell’eventuale accumulo e rilascio delle stesse.

Le nano particelle testate erano coniugate o a fluorofori (necessari per seguirne l’up-take) o a  peptidi di origine virale (TAT) e peptidi mimetici di recettori neuronali (TrkB) (necessari per l’indirizzamento e incremento dell’internalizzazione stessa). Al momento è stato possibile verificare che le NPS tendono ad entrare per endocitosi e vi è una tossicità dose e tempo dipendenza. Non vi sono al momento evidenze che rivelino incrementi nell’internalizzazione dovuti all’associazione ai peptidi.

 

 

I progetti di ricerca in campo medico sanitario sono descritti nel paragrafo 10.2 del Bilancio sociale.