3. Alle Imprese

ultima modifica 23/02/2010 09:08

La ricerca e il territorio

 

La ricaduta industriale delle attività di ricerca e il coinvolgimento di istituzioni ed imprese per attuare il trasferimento dei risultati scientifici raggiunti è l’espressione fondamentale dell’attenzione che l’Università riserva al territorio.

L’Ateneo di Ferrara è stato tra le prime università italiane ad intraprendere, fin dalla fine degli anni novanta, una significativa azione rivolta alla creazione di spin-off accademici sul territorio ad elevato contenuto tecnologico. Nate per valorizzare i risultati della ricerca svolta internamente, le aziende spin-off recepiscono il bagaglio formativo di conoscenze e di competenze trasmesse dall’Ateneo, promuovendo e valorizzando sul mercato il know how e le tecnologie sviluppati, creando occupazione e favorendo lo sviluppo economico locale, regionale e nazionale.

Nel marzo 2008 è stata costituita una nuova impresa di spin-off accademico, Verdenora S.r.l., con la finalità di introdurre nel mondo dell’agricoltura dispositivi in grado di limitare l’inquinamento di natura microbiologica, in particolare nel settore orto-frutticolo. Durante il 2008 e fino a tutto il  2010 sono previste attività di perfezionamento dei dispositivi e lo svolgimento di sperimentazioni volte a definire le condizioni ottimali di  intervento in aspetti specifici della lotta antiparassitaria in colture quali quella del melo e del pero.

L’interazione tra territorio ed innovazione prodotta dalla ricerca è favorita principalmente dall’Ufficio Rapporti con le Imprese dell’Ateneo (Industrial Liaison Office, ILO), creato nel 2004 quale centro di riferimento dell’Università in relazione alla ricaduta industriale della ricerca e alle relazioni con le imprese del territorio. Scopo dell’ILO è quello di favorire i rapporti tra Università e imprese locali, nazionali e internazionali; sostenere il trasferimento tecnologico e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale; curare le relazioni con tutte le istituzioni, le associazioni e le agenzie preposte a sostenere lo sviluppo industriale. Strettamente collegata all’ILO è la Commissione Brevetti e Spin-off dell’Ateneo, che programma le linee d’azione dell’Università nei confronti del trasferimento tecnologico; con l’ausilio della Commissione, l’ILO svolge servizi di assistenza alla brevettazione, alla creazione e allo sviluppo degli spin-off, al licensing, all’attivazione di progetti di trasferimento tecnologico sul territorio.

La tabella successiva riepiloga tutti gli spin-off generati dall’Università e attivi nell’anno 2008, per un totale di 16 imprese; gli spin-off attivi erano 16 anche nel 2007[1], 15 nel 2006.

 

Spin-off accademici  - Anno 2008 – Dati di sintesi

Ragione Sociale

Settore di attività

Anno di attivazione

Valore nominale partecipazione dell’Ateneo*

Quota % di partecipazione

Aequotech

Biomedico-farmaceutico

2005

€ 2.113

10.01

Ambrosialab

Biomedico-farmaceutico

2003

€ 1.000

10.00

A.P.M. Advanced Polymer Materials

Materiali polimerici

2007

€ 1.000

10.00

Clirest

Biomedico-farmaceutico

2003

€ 1.000

10.00

CPower

Fisica

2006

€ 1.355

2.71

E-Heart

Biomedico-farmaceutico

2004

€ 1.000

10.00

Geotema

Ambiente

2004

€ 1.000

10.00

Istituto Delta Ecologia Applicata

Ambiente

2001

€ 5.250

7.00

Materiacustica

Acustica e vibrazioni

2004

€ 700

7.00

MEC - Microwave Electronics for Communications

Elettronica

2004

€ 2.000

4.00

NeM Nuclear e-Mission

Biomedico-farmaceutico

2005

€ 1.000

10.00

NGB Genetics

Biomedico-farmaceutico

2006

€ 3.840

6.00

Pharmeste

Biomedico-farmaceutico

2003

€ 1.616

3.70

UFPeptides

Biomedico-farmaceutico

2003

€ 1.000

10.00

Verdenora

Chimica ambientale

2008

€ 500

5.00

Zenith Ingegneria

Ingegneria civile

2007

€ 1.000

10.00

 

 

I riflessi sul territorio delle attività dell’Industrial Liaison Office l’attività di ricerca scientifica sono descritti in dettaglio nei paragrafi 5.3 e 6.3 del Bilancio sociale.

Le strutture dell’ateneo a fini innovativi

La dotazione di spazi, strutture e strumenti dedicati, sia in termini di laboratori e di centri specializzati che di grandi attrezzature, costituisce un elemento importante della capacità dell’Ateneo di proiettarsi e competere nel panorama della ricerca nazionale ed internazionale.

A supporto della propria attività di ricerca, l’Università di Ferrara dispone di numerosi centri e laboratori, nell’ambito dei quali vengono sviluppati i progetti di ricerca portati avanti nei diversi ambiti disciplinari, anche attraverso la collaborazione di studiosi e di esperti esterni, favorendo così l’interazione sia con altre università e centri di ricerca italiani ed esteri che con soggetti privati. Inoltre, grazie all’expertise altamente specializzato ed alla tecnologia d’avanguardia di cui dispongono, tali strutture costituiscono un importante punto di riferimento per le aziende, del territorio e non, impegnate in progetti di ricerca industriali innovativi.

Le strutture dell’Ateneo a fini innovativi occupano complessivamente una superficie pari a 77.310 m² e sono riconducibili principalmente ai Laboratori del Poli Scientifico e Tecnologico e Chimico-Biomedico. L’incremento delle superfici rispetto al 2007 è relativo all’attivazione di alcune importanti strutture di ricerca, inaugurate nel dicembre 2008:

 

-       la Camera Anecoica, sita nel Corpo E del Polo S.T.: nel corso del 2008 sono stati completati i lavori di allestimento della camera anecoica e dei relativi impianti;

-       le Camere Bianche, site nel Corpo G del Polo S.T.: nel corso del 2008 sono stati completati i lavori di allestimento delle camere bianche e dei relativi impianti.

Al Polo Scientifico e Tecnologico si affianca l’Incubatore di impresa, l’area attrezzata creata al fine di ospitare una decina di società spin-off dell’Ateneo e di supportarle nella fase di avvio delle loro attività. Nel corso del 2008 sono stati completati i lavori dell’Incubatore, realizzato dal Comune di Ferrara, e sono state avviate le attività di ricerca con gestione della struttura affidata alla SIPRO.

 

La Camera Anecoica

La Camera Anecoica si configura come infrastruttura all’interno della quale condurre studi e ricerche nei diversi campi della comunicazione sonora. Realizzata all’interno dei Laboratori del Dipartimento di Ingegneria ed operativa dal mese di marzo 2008, la Camera consiste in un grande ambiente delimitato da superfici fonoassorbenti in grado di eliminare la quasi totalità delle riflessioni sonore. L’ambiente si caratterizza per un elevato isolamento acustico che riduce la presenza di rumori provenienti dall’esterno.

 

Le Camere Bianche

Le Camere Bianche, realizzate all’interno del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo, sono destinate a ricerche e a realizzazioni di prototipi nel campo dell’energia solare fotovoltaica e della sensoristica per gas. Comunemente utilizzate in campo elettronico (nei casi in cui componenti o dispositivi corrano il rischio di essere danneggiati dai granelli di polvere presenti nell’aria), le Camere Bianche si configurano come un ambiente di lavoro asettico dove l’aria è dalle dieci alle cinquantamila volte più pulita dei normali ambienti di vita.

 

La descrizione dettagliata delle strutture di ateneo a fini innovativi è contenuta nel paragrafo 5.4 del Bilancio sociale.

Le relazioni con la Cina

 

Nell’ambito delle relazioni internazionali dell’Ateneo, un ruolo di rilievo spetta ai rapporti instaurati con la Cina. Sin dal 1999 docenti e ricercatori dell’Ateneo si sono fatti promotori di una serie di eventi in Cina, mirati a favorire lo scambio di idee ed il confronto sui temi dell’industria e dello sviluppo, partecipando inoltre a conferenze, convegni, forum, etc. In tale contesto, l’Università ha saputo instaurare un solido rapporto di collaborazione con la South China University of Technology (SCUT) di Canton, che ha condotto, fino ad oggi, alla sottoscrizione di cinque accordi formali di collaborazione. In particolare, nell’aprile del 2008, i due Atenei hanno firmato un Memorandum che ricostruisce l’intero quadro di iniziative promosse nell’ultimo decennio: gli scambi di docenti, ricercatori e dottorandi nel campo degli Studi economici e nel campo delle politiche territoriali; le attività di ricerca congiunta; 34 tra Seminari e Workshop, di cui 20 in materia di studi economici e 13 sui temi delle politiche urbane e territoriali.  Su queste basi il Memorandum indica le linee guida di sviluppo future: consolidamento delle collaborazioni di ricerca in essere, definizione di programmi di didattica congiunta,  coinvolgimento nella collaborazione di altre aree disciplinari.

Presso l’Università di Ferrara si è tenuta la seconda edizione della China and Italy School of Policy, iniziativa che, anche per il 2008, è stata possibile grazie alla collaborazione del Ministero degli Esteri italiano e della Regione Emilia Romagna. Si tratta di un periodo di formazione avanzata nel campo delle politiche per l’industria, lo sviluppo locale e l’impresa rivolto a funzionari di governo cinese. Oltre alla attività didattica in aula presso la Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara sono stati promossi incontri presso imprese (Marposs Spa, IMA spa, Ferrari, Ducati spa, Basell) e workshop a tema. Alla questa edizione hanno fatto domanda oltre 150 funzionari cinesi e 28 sono stati i partecipanti selezionati.

Sul piano della ricerca congiunta, la collaborazione tra i gruppi di lavoro di economia dei due Atenei è proseguita attraverso il progetto “CHIRLP: China and Italy Research and Learning Project”. Il Progetto – coordinato dalla Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara e promosso in collaborazione con il Ministero Affari Esteri, il MIUR, la Regione Emilia Romagna, la Regione Lombardia e la Regione Toscana – è dedicato allo studio delle relazioni economiche Italia-Cina, focalizzandosi in particolare sui temi dell’industria, dell’impresa e delle politiche per sviluppo e l’innovazione.

 

Le relazioni con la Cina sono descritte nel paragrafo 7.3 del Bilancio sociale.

Il Capitale Strutturale dell’Ateneo - Indicatori di crescita e rinnovamento

Il capitale strutturale indica la capacità dell’Ateneo di creare un sistema di lavoro efficiente, che consenta ai lavoratori di utilizzare al meglio le proprie conoscenze e competenze professionali. Gli indicatori di crescita e rinnovamento del capitale strutturale misurano la capacità di acquisire nuovi progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale e di sviluppare nuove ricerche brevettuali e gli investimenti effettuati dall’Università per mettere a disposizione dei dipendenti spazi e strutture di qualità.

Nell’anno 2008, l’Ateneo ha acquisito 152 nuovi progetti di ricerca, in prevalenza (106) relativi a progetti c/terzi, ricomprendendo in tale categoria qualunque finanziamento proveniente dall'esterno e senza che vi sia la partecipazione ad un bando, inteso sia come corrispettivo di una prestazione che come finanziamento di un’attività di ricerca.

Il numero di ricerche brevettuali supervisionate nel 2008 dall'Ufficio Rapporti con le Imprese dell’Ateneo (Industrial Liaison Office, ILO) è stato pari a 8, delle quali 3 hanno dato luogo a registrazione di brevetto.

Intangibles

RICERCHE BREVETTUALI SUPERVISIONATE DALL’ILO

 

2006

2007

2008

Numero di ricerche brevettuali supervisonate dall’ILO

1

11

(di cui 7 depositate come brevetti)

8

(di cui 3 depositate come brevetti)

 

 

Il Capitale Strutturale e le attività di brevettazione sviluppate dall’Ateneo sono rendicontate in dettaglio nei paragrafi 3.3 e 5.3 del Bilancio sociale.

 

 

Il Capitale Relazionale dell’Ateneo – Indicatori di efficienza

Il capitale relazionale rappresenta la componente esterna del capitale intangibile e comprende tutte le relazioni tra l’Ateneo e i soggetti coinvolti nelle attività di ricerca, sia in qualità di partner nei progetti nazionali e internazionali, che di aziende e di società spin-off con cui l’Ateneo collabora, trasferendo al territorio i risultati delle attività di ricerca e valorizzando sul mercato il know how e le tecnologie sviluppati internamente.

L’efficienza del capitale relazionale rileva il grado di soddisfazione dei soggetti partner e dei committenti delle attività di ricerca e le motivazioni alla base degli eventuali reclami rispetto alle attività svolte dall’Ateneo. Ad aprile 2009, è stata condotta un’indagine mirata a cogliere gli aspetti relativi alle relazioni degli spin-off con l’Università[2]. L’indagine è stata realizzata attraverso un questionario, sottoposto ai referenti di tutti gli spin-off dell’Ateneo. Complessivamente, hanno riposto undici spin-off su sedici. I giudizi rilevati hanno riguardato, in particolare, la collaborazione con altri spin-off dell’Università, le motivazioni circa la costituzione dell’impresa, la qualità delle sistemazioni, nonché il rapporto con l’Ateneo e la pianificazione di sviluppi futuri relativamente alla fase di post-incubazione.

 

Intangibles

CAPITALE RELAZIONALE – Indicatori di efficienza

Customer satisfaction spin-off

Domande

Risposte

Conoscete altre imprese spin-off fell’Università?

SI: 82%

NO: 18%

Come siete venuti a conoscenza dell’opportunità di creazione di uno spin-off?’

Dal docente di riferimento: 55%

Tramite il Liason Office: 27%

Autonomamente: 9%

Non risposto:

9%

Avete trovato un ambiente favorevole?

SI: 91%

NO: 9%

Che rapporto avete con Unife?

Usufruiamo di laboratori/strutture dell’Università: 82%

Contratti e progetti di ricerca comuni: 9%

Nessuno: 9%

Avete relazioni/collaborazioni con docenti dell’Ateneo?

SI: 91%

Solo utilizzo del logo per accreditarsi all’esterno: 9%

 

Il Capitale Relazionale dell’Ateneo è rendicontato in dettaglio nel paragrafo 3.4 del Bilancio sociale.



[1] Nel 2007 l’Ateneo ha ceduto le proprie quote di partecipazione dello spin-off Active Technologies.

[2] L’indagine è stata realizzata con finalità conoscitive e modalità analoghe all’indagine condotta, all’inizio del 2008, dalla Sipro – Agenzia provinciale per lo sviluppo su incarico della Provincia di Ferrara, rendicontata nel Bilancio Sociale 2007 dell’Università. All’indagine realizzata dalla Sipro avevano partecipato, complessivamente, 13 spin-off (due spin-off non si erano resi disponibili agli incontri, mentre uno spin-off si era appena costituito, per cui le informazioni che poteva fornire erano troppo recenti ai fini dell’indagine). I giudizi rilevati dall’indagine erano stati tutti positivi.