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6.2.3 Il rapporto con gli stakeholder di Faenza, Codigoro e Rovereto

ultima modifica 22/02/2010 12:46

Gli incontri con gli interlocutori di Faenza, Codigoro e Rovereto si sono svolti il 13 maggio 2009 ed hanno visto la partecipazione, oltre ai componenti del gruppo di controllo del Bilancio sociale dell’Università, di:

 

  • per Faenza, il Professore Ordinario della Facoltà di Chimica dell’Ateneo, il Coordinatore del corso di laurea in Fisioterapia della sede di Ferrara, il Coordinatore del corso di laurea della sede di Faenza e il Direttore generale USL Ravenna;
  • per Codigoro, il Professore Ordinario della Facoltà di Chimica dell’Ateneo, il Sindaco di Codigoro, il Responsabile Servizi informativi del Comune di Codigoro e il Coordinatore del corso di laurea in Infermieristica presso la sede di Codigoro;
  • per Rovereto, il Professore Ordinario della Facoltà di Chimica dell’Ateneo, il Presidente del corso di Laurea in Educatore Professionale Sanitario, il Coordinatore del corso di laurea presso la sede di Rovereto.

 

Durante l’incontro con gli interlocutori faentini è stato sottolineato il ruolo che l’Ateneo ferrarese svolge in termini di ricaduta sul territorio: l’attività di formazione presso la sede di Faenza rappresenta un esempio di come l’Università sappia creare valore aggiunto a livello regionale e non solo provinciale. Faenza rappresenta, infatti, una sede storica dell’USL di Ravenna, importanza sottolineata anche dall’imminente trasferimento in una nuova struttura, più adeguata e funzionale. I docenti del corso di laurea in fisioterapia provengono anche dai presìdi sanitari di Ravenna. Gli studenti frequentano a Ferrara gli insegnamenti di base del primo semestre del primo anno (materie di base quali chimica, fisica, etc.), mentre dal secondo semestre ha inizio una ‘full immersion’ nella sede di Faenza.

Nell’a.a. 2007/08, il corso di laurea faentino è stato impegnato in uno studio sperimentale relativo ad un programma di esercizi di mantenimento in gruppo, per persone con esiti di ictus cerebrale, che ha coinvolto un campione di 30 persone. Nel novembre 2008 è inoltre stato bandito un concorso per 6 borse di studio per studenti del terzo anno e laureandi del corso di laurea in Fisioterapia, assegnate nell’a.a. 2008/09.

I dati relativi al corso di laurea in Fisioterapia presso la sede di Faenza danno conto della forte capacità attrattiva del corso faentino e della forte motivazione degli studenti. I dati sugli iscritti nel corso degli anni mostrano un andamento positivo e costante, con provenienza anche extra-regionale. Gli iscritti fuori corso risultano praticamente nulli, sia perché si tratta di un corso a numero chiuso e quindi selettivo, sia perché gli studenti sono costantemente seguiti e supportati. Molto positivo è stato giudicato anche il numero di abbandoni, praticamente nullo. Anche i dati sull’occupabilità costituiscono un importante elemento di soddisfazione, sia per gli stakeholder coinvolti che per l’Ateneo. I laureati hanno, difatti, un buon assorbimento sul territorio, grazie alla presenza in zona di stabilimenti termali (come, ad esempio, Bagno di Romagna). Altri si collocano in strutture dell’USL di Ravenna.

 

Con riferimento all’incontro svoltosi a Codigoro, anche per il corso di laurea in Infermieristica attivo presso la sede, i dati presentati dall’Ateneo sono stati accolti con soddisfazione dai referenti locali. In particolare, il numero degli iscritti risulta in aumento negli anni ed il numero di abbandoni è quasi nullo. Anche il dato sull’occupabilità è risultato molto positivo; i laureati trovano facilmente impiego nelle numerose case di riposo per anziani presenti sul territorio e negli ospedali limitrofi, in particolare quelli del Delta del Po, di Argenta e di Copparo. E’ stato sottolineato l’importante contributo che la presenza dell’Ateneo aggiunge alla riflessione che la municipalità di Codigoro sta portando avanti su una strategia per contrastare l’invecchiamento della popolazione locale ed il declino demografico. Sotto questo profilo, le principali direttrici di azione individuate sono due:

-       la formazione in ambito informatico, per favorire lo sviluppo di impresa e l’innovazione della pubblica amministrazione. In quest’ottica, nel 2008 è stata avviata una sperimentazione di frequenza in teledidattica del primo anno del corso di studi di Informatica da parte di studenti codigoresi. L’idea alla base della sperimentazione è quella di permettere ai ragazzi di frequentare i primi due anni usando gli strumenti di interazione disponibili in modalità videoconferenza, per poi affrontare i laboratori più complessi presso la sede di Ferrara, eventualmente in abbinamento a stage presso aziende del territorio;

-       ulteriori sviluppi nella formazione in ambito sanitario, vista la presenza sul territorio di importanti poli ospedalieri.

 

Infine, con riferimento all’incontro dedicato agli interlocutori di Rovereto, sono stati accolti positivamente i dati sul corso di laurea in Educatore Professionale Sanitario, importante figura professionale riconosciuta dal sistema sanitario nazionale. Il numero degli iscritti risulta costantemente in crescita negli anni e si caratterizza per una provenienza quasi esclusiva dalla Regione Trentino-Alto Adige, e per circa il 75% dalla Provincia Autonoma di Trento. Il dato è stato valutato ancora più positivamente se si considera che nella Regione sono attivi altri due corsi di Laurea, in Infermieristica e in Fisioterapia, attivati dall’Università di Verona.

Altri dati positivi provengono dal numero di studenti iscritti fuori corso e di abbandoni, entrambi molto bassi. Nel 2009 vi saranno le prime lauree del corso e, per la prima sessione, è stata stimata una percentuale di laureandi del 90%. Quanto all’occupabilità, si stima che un numero elevato dei laureati sarà occupata subito dopo la laurea e la restante nei mesi immediatamente successivi.

E’ stato sottolineato come tale corso di laurea sia il frutto di una spinta proveniente dal territorio. A conferma di ciò è stato istituito un tavolo comune tra Università di Ferrara e Azienda Sanitaria Provinciale, mirato a stimare il fabbisogno della figura dell’Educatore Professionale Sanitario all’interno delle strutture sanitarie locali. A sostegno delle previsioni sull’occupabilità è stato inoltre messo in evidenza il dato secondo cui  sono attualmente attivi 14 corsi di Educatore Professionale Sanitario a livello nazionale, che producono circa 670 laureati annui, a fronte di una richiesta annua di 1.500 unità.

Dall’incontro è inoltre emerso l’interesse verso il dibattito che sta avendo luogo a livello nazionale relativo alla riorganizzazione dei corsi e dei titoli di studio delle professioni sanitarie. Tra i percorsi formativi interessati vi sono infatti anche i corsi di Laurea in Educatore Professionale Sanitario, per i quali è stata paventata la sostituzione con un master accessibile con Laurea in Scienze infermieristiche.

Infine, è stata espressa dagli stakeholder un’altra istanza fortemente sentita, relativa alla possibilità di conseguimento del titolo di Laurea in Educatore Professionale Sanitario per chi ha acquisito il diploma di Educatore Sanitario, con un parziale riconoscimento della formazione pregressa. E’ stato sottolineato come vi sia grande aspettativa in questa direzione da parte del territorio e dell’Università di Trento – che ha già concesso per l’a.a. 2009/10 l’autorizzazione al riconoscimento – anche considerato che si tratterebbe del primo caso a livello nazionale.